Approcci cellulari, molecolari e funzionali alle malattie genetiche
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Di cosa parla
- I metodi genetici per lo studio delle malattie genetiche si dividono in approcci diretti, che partono dal fenotipo e dallo screening su organismi semplici, ed inversi, che parte dalla sequenza genica nota per generare modelli cellulari o animali con delezione del gene.
- Nella genetica diretta, la funzione di un gene viene identificata isolando mutanti in colture batteriche tramite selezione fenotipica e clonazione di librerie genomiche frammentate, una strategia non sempre replicabile direttamente negli organismi complessi senza l'uso di bioinformatica per trovare omologhi.
- L'approccio della genetica inversa permette di inattivare geni specifici tramite ricombinazione omologa o silenziamento da RNA interferente (siRNA), creando modelli knockout permanenti, transgenici o knock-in con sistemi come la Cre-LoxP per delezioni condizionali.
- I vettori utilizzati nella ricombinazione omologica includono cassette di selezione positiva e negativa basate su resistenza agli antibiotici e timidina chinasi/ganciclovir per isolare cellule che hanno completato correttamente il processo di targeting genomico.
- Tecnologie di genome editing come CRISPR/Cas9, TALEN o Zinc-finger nucleasi sfruttano i meccanismi endogeni di riparazione del DNA (non omologa e diretta) indotti da tagli specifici per introdurre mutazioni puntiformi, delezioni o inserzioni.
- Ogni tecnica presenta pro e contro distintivi: la ricombinazione omologa offre stabilità a lungo termine ma è complessa, l'RNA interferente agisce rapidamente ed economicamente con silenziamento parziale, mentre il genome editing permette modifiche precise sebbene possa generare effetti off-target o avere efficienza variabile.
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