seconda parte appunti per secondo parziale
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Di cosa parla
- La consulenza finanziaria è definita come la prestazione di raccomandazioni personalizzate riguardo a operazioni relative a strumenti finanziari, disciplinata rigorosamente dalla Mifid 2 e distinta dalla semplice intermediazione o gestione di portafogli.
- In assenza di informazioni fornite tramite un questionario di adeguatezza complesso, il servizio di consulenza non può essere reso, rendendo obbligatoria la valutazione della situazione patrimoniale, degli obiettivi e della propensione al rischio del cliente.
- La normativa ha subito un'evoluzione significativa passando dal regime di riserva di attività del 1991 alla classificazione come servizio accessorio nel 1996, fino al ritorno a un regime rigoroso con la Mifid 2 che ha reintrodotto obblighi specifici per tutelare gli investitori retail.
- La Mifid 2 distingue tre categorie di consulenza: quella indipendente (rara e con regole rigide), quella non indipendente (comune ma soggetta a conflitti di interesse) e quella autonoma o fee-only svolta da liberi professionisti remunerati direttamente dal cliente.
- Ogni tipo di raccomandazione, anche se fornita come consiglio spot fuori sede, rientra nella disciplina della consulenza finanziaria, imponendo all'intermediario l'obbligo di informare il cliente sulla natura del servizio e sulle relative garanzie o carenze.
- Il sistema si è spostato da un approccio basato sulla trasparenza ex post a uno proattivo ex ante, introducendo vincoli come la product governance per salvaguardare la fiducia degli investitori e limitare i danni derivanti da scelte di investimento inappropriate.
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