economia delle imprese internazionali
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Di cosa parla
- La storia dell'economia internazionale viene analizzata attraverso tre macroperiodi: dal liberismo pre-1930 basato sui vantaggi comparati, al keynesiano del protezionismo tra il 1930 e il 1980, fino alla globalizzazione neoliberista post-1980 che ha rafforzato la logica dei vantaggi comparati con minori ostacoli geopolitici.
- Si distingue tra modelli macroeconomici che spiegano i flussi internazionali indipendentemente dall'impresa e modelli microeconomici critici che invece rintracciano il comportamento specifico delle imprese come motore determinante di tali flussi in un mercato libero.
- I modelli logicamente falsificabili, radicati nell'ottica liberista, postulano l'ottimizzazione internazionale delle risorse tramite la "mano invisibile", spiegando il commercio interindustriale tra paesi con diversa tecnologia o dotazione di fattori e giustificando lo spostamento intersettoriale delle imprese.
- La frontiera delle possibilità produttive rappresenta un vincolo tecnologico ed orario che le imprese possono superare grazie allo scambio, permettendo una specializzazione settoriale che aumenta il reddito reale sia per i paesi avanzati che per quelli in via di sviluppo.
- Nel modello lineare la specializzazione deriva da differenziali tecnologici tra settori e paesi, mentre nel modello non lineare si evidenzia come diverse dotazioni di fattori (lavoro e capitale) determinino la remunerazione marginale dei fattori e guidino i movimenti intersettoriali delle imprese.
- Il corso adotta un approccio critico per collegare le teorie macroeconomiche falsificabili al comportamento microeconomico dell'impresa, dimostrando come le scelte strategiche aziendali definiscano la struttura dei flussi di beni e servizi tra nazioni nel lungo periodo.
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