Macroeconomia
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Di cosa parla
- La macroeconomia utilizza modelli matematici con variabili endogene ed esogene per studiare fenomeni politici, assumendo spesso l'ipotesi semplificatrice che prezzi e salari si aggiustino rapidamente per garantire l'equilibrio del mercato, sebbene nella realtà siano vischiosi.
- I principali indicatori macroeconomici come il Prodotto Interno Lordo (PIL), l'Indice dei Prezzi al Consumo (IPC) e il tasso di disoccupazione misurano rispettivamente la spesa totale, il livello generale dei prezzi e la forza lavoro inattiva, distinguendo tra valori nominali a prezzi correnti e reali a prezzi costanti.
- Il calcolo del PIL esclude gli scambi di beni usati ma include le variazioni di scorte come investimenti, mentre il deflatore del PIL differisce dall'IPC perché considera tutti i beni prodotti nel territorio nazionale con pesi variabili rispetto al paniere fisso dei consumatori.
- La Legge di Okun stabilisce una relazione inversa tra crescita del PIL reale e tasso di disoccupazione, indicando che servono circa 2,7% di crescita per mantenere la disoccupazione stabile o 2% in più per ridurla dell'1%, mentre la distribuzione del reddito nazionale avviene tramite la funzione di produzione Cobb-Douglas basata su capitale e lavoro.
- Le imprese operano in mercati perfettamente concorrenziali come price-taker, massimizzando il profitto differenziando tra ricavi totali derivanti dal prodotto marginale dei fattori (lavoro e capitale) e costi fissi e variabili associati a rendite e salari.
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