farmacogenomica
Stai vedendo l'anteprima delle prime pagine. Il file completo è gratis: registrati per leggerlo tutto.
Di cosa parla
- I biomarcatori genetici validi sono definiti da test analitici con risabbi note e evidenze scientifiche che dimostrano il significato fisiologico, tossicologico o clinico dei risultati, permettendo di identificare soggetti incapaci di rispondere a un trattamento e di ottimizzare la dose per massimizzare efficacia e tollerabilità.
- Le varianti del gene UGT1A1, in particolare l'allele UGT1A*28 caratterizzato da 7 ripetizioni nella regione TATA box, riducono l'attività metabolica dell'enzima UDP-glucuronosil-transferasi A1, aumentando i livelli del metabolita attivo dell'Irinotecano e il rischio di effetti collaterali gravi come la neutropenia in pazienti trattati con dosi standard.
- I polimorfismi del gene TPMT influenzano significativamente la risposta agli antimetaboliti purinici come Azatioprina e Tioguanina, poiché varianti non funzionali riducono l'attività dell'enzima S-metiltransferasi, portando a un accumulo di metaboliti citotossici e aumentando il rischio di mielosoppressione in circa il 10% degli eterozigoti e lo 0,3% degli omozigoti.
- I polimorfismi del gene CYP2C9 e le varianti del gene VKORC1 spiegano fino al 45-60% della variabilità interindividuale nella risposta al Warfarin, rendendo necessari dosaggi iniziali inferiori per i portatori di alleli ridotti (CYP2C9*2, CYP2C9*3) o aplotipo A di VKORC1 per prevenire emorragie.
- L'EGAPP Working Group non ha raccomandato l'uso del test di genotipizzazione del sistema CYP450 epatico per la gestione della terapia con SSRI a causa dell'elevata incidenza di mancata risposta e scarsa tollerabilità che persistono nonostante il profilo genetico, mentre la FDA e l'AMA sottolineano l'importanza dei test genetici solo come strumento informativo e non come panacea.
Questo appunto è gratis. Registrati in 30 secondi per leggere tutte le pagine e scaricarlo.