Appunti VERIFICATO

Fisiologia 11

Università degli studi di Firenze fisioterapia (abilitante alla professione sanitaria di fisioterapista) 2019
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Di cosa parla

  • Il dolore è definito come un'esperienza sensoriale ed emotiva spiacevole associata a un danno tissutale, reale o potenziale, ed è essenziale per la sopravvivenza.
  • Si distingue dalla nocicezione, il processo sensoriale di trasduzione e conduzione delle informazioni nocicettive.
  • La classificazione del dolore include:
    • Dolore somatico (superficiale o profondo, dal soma) e dolore viscerale (dagli organi interni, spesso mal localizzato come dolore riferito).
    • Dolore nocicettivo (dall'attivazione diretta dei recettori) e dolore neuropatico (da lesioni nervose).
    • Dolore persistente (fisiologico, legato a patologie) e dolore cronico (persistente anche senza stimolo nocivo, dovuto a modificazioni neuronali).
  • Concetti correlati includono:
    • Allodinia: dolore causato da stimoli normalmente innocui.
    • Iperalgesia: risposta aumentata a stimoli normalmente dolorosi (primaria nell'area lesa, secondaria circostante).
    • Parestesia e Disestesia: sensazioni anomale spontanee o evocate (la seconda spiacevole).
  • I nocicettori sono recettori non capsulati, distribuiti in quasi tutte le strutture corporee. Esistono:
    • Nocicettori meccanici (fibre Aδ mieliniche, veloci).
    • Nocicettori meccanici termici (fibre Aδ, C per temperature estreme).
    • Nocicettori polimodali (fibre C amieliniche, lente, rispondono a vari stimoli).
    • Nocicettori silenti (fibre C, Aδ, attivati dopo sensibilizzazione, presenti nei visceri).
  • La sensibilizzazione (periferica e centrale) è un meccanismo chiave:
    • Periferica: diminuzione della soglia nocicettiva per rilascio di mediatori infiammatori (prostaglandine, bradichinina, istamina, sostanza P) che aumentano la risposta e causano infiammazione (calor, rubor, tumor).
    • Centrale: aumentata eccitabilità neuronale nel sistema nocicettivo, portando a dolore cronico e "memoria" del dolore.
  • Le vie ascendenti del dolore includono il sistema anterolaterale, con proiezioni al talamo (discriminative), formazione reticolare e sostanza grigia periacqueduttale (affettivo-motivazionali), e infine alla corteccia (coscienza del dolore).
  • Il sistema discendente di controllo del dolore modula la percezione del dolore attraverso strutture come la sostanza grigia periacqueduttale, i nuclei del rafe e il rilascio di oppioidi endogeni (endorfine, serotonina) e encefaline.
  • La Teoria del Cancello del dolore spiega come stimoli tattili (fibre Aβ di grande diametro) possano inibire la trasmissione dei segnali dolorifici (fibre C) a livello del midollo spinale, "chiudendo il cancello" e riducendo il dolore (es. massaggio, TENS).
  • Altri concetti rilevanti sono il dolore riferito (percezione in aree distanti dal danno viscerale) e l'effetto placebo (miglioramento dovuto all'aspettativa del paziente). La cannabis è usata per gestire sintomi spiacevoli associati al dolore cronico, influenzando l'umore.

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