adattamenti flusso sanguigno
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Di cosa parla
- Il flusso sanguigno durante l'esercizio fisico aumenta fino a 25 litri al minuto, distribuendosi preferenzialmente ai tessuti attivi come il muscolo scheletrico e il cuore attraverso la regolazione della resistenza arteriolare mediata da sostanze vasodilatatrici e vasoconstrictori.
- L'aumento del flusso ematico a breve termine è guidato principalmente dalla carenza di ossigeno e dall'accumulo di metaboliti come CO2, H+, K+ e adenosina che inducono l'apertura degli sfinteri precapillari o la produzione locale di fattori vasodilatatori.
- Nel circolo coronarico, il miocardio risponde alla riduzione del flusso rilasciando adenosina derivata dal metabolismo dell'ATP, mentre l'esercizio intenso favorisce l'uso di substrati energetici alternativi come gli acidi grassi e l'acido lattico.
- L'autoregolazione vascolare è influenzata dalla stimolazione pressoria miogenica che causa contrazione in risposta allo stiramento, ma questo meccanismo viene spesso sovrascritto dai fattori metabolici durante l'attività fisica intensa.
- L'ossido nitrico prodotto dalle cellule endoteliali agisce come potente vasodilatatore in risposta alle forze di taglio del sangue e funge da riserva protettiva contro l'ischemia cardiaca, mentre l'endotelina induce una costrizione a lungo termine per prevenire emorragie.
- A lungo termine, condizioni di ipossia stimolano l'angiogenesi tramite fattori di crescita come il VEGF, aumentando la densità capillare e favorendo la trasformazione delle fibre muscolari glicolitiche in quelle ossidative.
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