Riassunti VERIFICATO

Glottologia e Linguistica, Sorianello

Università degli studi di Bari lettere Curriculum lettere moderne 2020
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Di cosa parla

  • IL LINGUAGGIO: ORIGINE ED EVOLUZIONE
    • La facoltà di parola distingue gli umani, con studio incentrato su meccanismi anatomici e neurali.
    • Si ipotizza un mezzo di comunicazione precedente alla parola.
    • Il canto degli uccelli: Similitudini con il linguaggio umano (apprendimento, combinazione di elementi, periodo critico, basi neurali e genetiche condivise con gene FOXP2).
    • La comunicazione vocale nei primati non umani: Sistemi comunicativi complessi (richiami d'allarme, vocalizzazioni classificate in base al contesto).
    • Concetti di "comunicazione funzionalmente referenziale" e "perseveranza comunicativa".
    • Differenze chiave: repertorio vocale animale limitato e legato alla genetica, umano vasto e legato all'esperienza.
    • Teorie di Deacon ("La specie simbolica": fattori esterno e interno, simboli combinatori) e Wray (messaggi olistici, manipolativi anziché referenziali).
    • La comunicazione negli ominini: Steven Mithen propone HMMMM (holistic, multimodale, manipolativo, musicale).
    • Modifiche anatomiche (denti, mascelle, TVS) hanno ampliato il repertorio fonetico.
    • Leslie Aiello lega la conformazione del TVS all'andatura bipede e alla posizione del foramen magnum.
    • Il linguaggio è visto come 'exaptation' e si studiano basi neurali (aree di Broca, Wernicke).
    • IN ORIGINE ERA IL GESTO: Ruolo fondamentale dei gesti nell'ontogenesi del linguaggio umano (deittici, rappresentativi).
    • Teorie 'Gesture-first' (Condillac, Hewes) e 'Equiprimordiali' (McNeill).
    • Ploog descrive due sistemi neurali per il comportamento vocale (subcorticale, neocorticale).
    • Comunicazione gestuale delle grandi scimmie: intenzionalità, flessibilità, additamento referenziale.
    • La comunicazione gestuale negli ominini: Ipotizzata come base del linguaggio umano (Corballis, neuroni a specchio, gaspring, mimesi con Homo erectus).
    • Gesti da iconici a astratti/arbitrari (convenzionalizzazione).
    • Transizione dalla mano alla bocca, con incorporazione delle movenze facciali e vocalizzazioni.
    • Teoria motoria della percezione del parlato.
    • L’origine multimodale del linguaggio: McNeill critica la 'gesture-first', proponendo evoluzione simultanea (circuito di Mead, neuroni a specchio con inversione funzionale).
    • Studi recenti mostrano che le vocalizzazioni delle scimmie non sono così automatiche, uso multimodale di gesti e suoni.
    • ORIGINE DEL LINGUAGGIO ED EVOLUZIONE DELLA MENTE: Indagine sull'evoluzione della mente tramite primati.
    • Modello del codice: comunicazione come trasmissione di informazioni codificate e decodificate.
    • Pragmatica e comunicazione (Sperber e Wilson, Grice): significato dell'espressione vs. significato del parlante, intenzioni (informativa, comunicativa), pertinenza (effetto cognitivo, sforzo di elaborazione).
    • Mind-reading e origine del linguaggio: Tomasello, Premack e Woodruff. Scimpanzé dotati di teoria della mente in senso ampio, non stretto.
  • LA LINGUISTICA – UN CORSO INTRODUTTIVO
    • IL LINGUAGGIO VERBALE: Linguistica (generale, storica), lingue storico-naturali.
    • Nozione di segno, comunicazione (intenzionale), tipi di segni (indici, segnali, icone, simboli, segni linguistici). Codice linguistico.
    • Proprietà: Biplanarietà (significante, significato), Arbitrarietà (legame convenzionale), Doppia Articolazione (morfemi, fonemi), Linearità, Discretezza, Onnipotenza Semantica, Produttività (creatività regolare), Ricorsività, Distanziamento, Complessità Sintattica, Equivocità.
    • FONETICA E FONOLOGIA: Fonetica (articolatoria, acustica, uditiva).
    • Modo e luogo di articolazione delle consonanti (occlusive, fricative, affricate, laterali, vibranti, nasali, bilabiali, labiodentali, dentali, palatali, velari, uvulari, faringali, glottidali).
    • Classificazione delle vocali (posizione della lingua).
    • Trascrizione fonetica (IPA), fono e fonema, prova di commutazione, tratti distintivi.
    • Sillabe (CV, attacco, nucleo, coda, chiuse, aperte), dittongo.
    • Fenomeni soprasegmentali/prosodici: accento (dinamico/intensivo), tono, intonazione, lunghezza.
    • MORFOLOGIA: Unità minime di prima articolazione (morfemi). Morfo e allomorfo.
    • Classificazione morfemi (lessicali, grammaticali; derivazionali, flessionali; liberi, legati).
    • Derivazione e flessione. Posizione (affissi: prefisso, suffisso, infisso, circonfisso).
    • Processi di formazione delle parole (basiche, alterate, derivate, composte, plurilessematiche).
    • Morfologia nominale (genere, numero, caso), verbale (modo, tempo, aspetto, diatesi, persona).
    • SINTASSI: Studio della struttura delle frasi. Frase (predicazione, autonomia).
    • Criteri di identificazione della frase (buona formazione, grammaticalità, significato).
    • Frasi nominali, incomplete/ellittiche, fatte.
    • Sintagmi o costituenti immediati (alberi etichettati). Nucleo della frase.
    • Tipi di frasi (semplici, complesse: coordinate, subordinate; principali, dipendenti; affermative, negative; modalità).
    • Funzioni Sintattiche, Strutturazione delle frasi e Ordine dei costituenti:
    • Proprietà della sintassi: Linearità, Gerarchia, Dipendenza dalla struttura (accordo, coreferenza pronominale), Discretezza, Ricorsività (espansione, incassamento), Teoria del movimento (dislocazioni, frase scissa).
    • Funzioni sintattiche (soggetto, predicato verbale, oggetto, complementi), valenze/argomenti, circostanziali.
    • Ruoli semantici (Agente, Paziente, Sperimentatore, Beneficiario, Strumento, Destinazione, Località, Provenienza, Dimensione, Comitativo), Tema/Rema, Dato/Nuovo.
  • LA DIVERSITA’ LINGUISTICA
    • QUANTE SONO LE LINGUE DEL MONDO? Difficoltà di conteggio (stime da 4.000 a 10.000).
    • SIL stima 7.000 lingue (moribonde, dormienti, quasi estinte).
    • Distribuzione geografica non omogenea (Asia, Africa ricche; Europa meno).
    • LA CLASSIFICAZIONE DELLE LINGUE: Due sistemi: genetico-genealogica e tipologica.
    • La parentela linguistica: Famiglia linguistica, albero genealogico.
    • Lessico condiviso e corrispondenze fonetiche (es. italiano-francese da latino).
    • Lessico condiviso e corrispondenze morfologiche.
    • Stratificazione del lessico (ereditario, prestiti, onomatopeiche, neoformazioni).
  • MUTAMENTO E VARIAZIONE NELLE LINGUE
    • IL MUTAMENTO LINGUISTICO: Variazione e diacronia. Cambiamenti graduali e progressivi.
    • Meccanismi: innovazione, affermazione, accettazione, soppiantamento.
    • Cause: cambiamenti sociali/culturali, estinzione/morte di lingue, sostrato (influenza lingua precedente).
    • FENOMENI DEL MUTAMENTO: Metodo comparativo (confronto tra lingue).
    • Mutamento fonologico e fonetico: Sistematico, non sistematico, condizionato, non condizionato.
    • Fonologizzazione, Defonologizzazione, Rifonologizzazione.
    • Fenomeni fonetici: assimilazione, dissimilazione, metatesi, aferesi, apocope, epentesi, protesi.
    • Analogia, etimologia popolare, tabù linguistico, eufemismo.
  • LE LINGUE DEL MONDO
    • LA DIVERSITA’ LINGUISTICA NEL MONDO CONTEMPORANEO: Difficoltà nel contare le lingue, importanza di 'Ethnologue' e 'Linguasphere'.
    • Distribuzione delle lingue: non omogenea, correlazione con clima/biodiversità, divergenza/convergenza linguistica.
    • LA CLASSIFICAZIONE GENEALOGICA: Famiglie linguistiche maggiori (Indoeuropea, Afro-asiatica, Uralica, Sino-tibetana, ecc.).
    • Glottologia: studio evolutivo temporale, ricostruzione (archeologica, fonti scritte, genotipici).
    • La linguistica ottocentesca: grammatica comparata (Jones, Schlegel, Grimm, Rask, Bopp).
    • La “mutazione (rotazione) consonantica” delle lingue germaniche (Legge di Grimm, Legge di Verner).
    • Teoria dell’albero genealogico (Schleicher): lingua come organismo.
    • Wellentheorie o Teoria delle onde (Schmidt): innovazioni diffuse a onde concentriche.
    • L'INDOEUROPEO: Ricostruzione della lingua Indoeuropea: lessico (animali domestici), metodo testuale (metafora del toro/vacca).
    • Indoeuropei: popolo nomade, patriarcale, allevatori.
    • Area di origine: assenza di termine comune per 'mare' suggerisce zone interne (steppe dell'Eurasia).
    • Lingue 'centum' e 'satem': Bipartizione basata su articolazioni velari vs. anteriorizzate.
    • Ipotesi: tutte centum inizialmente, poi centro-orientali 'satemizzate'.
    • Le lingue d’Europa: Macrofamiglia Indoeuropea (Romane, Germaniche, Slave, Celtiche, Baltiche, Zingare, isolate).
    • Le lingue romanze (Ibero-romanze, Gallo-romanze, Italo-romanze, Sardo, Reto-romanze, Balcano-romanze, Istrioto). Romània (Occidentale, Orientale, nuova, sommersa).
    • Lingue germaniche (settentrionali, occidentali, orientali). Legge di Grimm, II rotazione consonantica.
    • Lingue slave (occidentali, orientali, meridionali).
    • Lingue celtiche (continentale, insulare).
    • Lingue baltiche, zingare, isolate (albanese, neogreco).
    • Europa linguistica all’inizio dell’era cristiana: latino e greco predominanti.
    • Lingue non indoeuropee d’Europa (Uralica, Uralo-altaica, Semitica, Basco).
    • Lingue indoeuropee fuori d’Europa (Anatoliche, Armeno, Indoiraniche, Tocario).
  • LA TIPOLOGIA LINGUISTICA
    • NOZIONI INTRODUTTIVE: Individuare somiglianze/divergenze strutturali. Disciplina descrittiva e predittiva.
    • Parametri pertinenti (fonetico-fonologico, morfologico, sintattico, lessicale). Greenberg e gli universali linguistici.
    • Universali (assoluti, implicazionali).
    • TIPOLOGIA MORFOLOGICA: Basata su struttura della parola. Indice di sintesi (morfemi/parole), indice di fusione (morfemi fusi/morfemi).
    • Tipi strutturali: isolanti, agglutinanti, flessive/fusive (con introflessive), polisintetiche (con incorporanti). Lingue miste.
    • TIPOLOGIA SINTATTICA: Ordine dei costituenti (SVO, SOV, VSO, OVS, OSV, VOS).
    • Principi di precedenza e adiacenza. Posizione di altri elementi (adposizioni, negazione, ausiliari, avverbi, modificatori del nome).
    • Lingue con ordine stabile vs. manovrabile vs. libero. Ordine naturale vs. marcato.
    • Implicazioni: coerenza tipologica (Branching Direction Theory).
    • LA TIPOLOGIA E IL CONTATTO INTERLINGUISTICO: Influenza del contatto linguistico.
    • Interferenza (code switching). Continuum di fenomeni.
    • Aree linguistiche (leghe linguistiche). Fattori (vicinanza geografica, rapporti commerciali/culturali, assenza barriere, movimenti popoli, bilinguismo).
    • Esempi di leghe: balcanica (balcanismi comuni), Carlo Magno (SAE).

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