Orientare l'opinione pubblica
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Di cosa parla
- Il sociologo Jacques Ellul identifica tre grandi periodi storici nello sviluppo della propaganda, evolvendosi da forme sporadiche dell'antichità medievale a campagne sistematiche del XVI secolo fino all'istituzionalizzazione moderna tra la Rivoluzione francese e il primo conflitto mondiale.
- Durante la Prima Guerra Mondiale (1914-1918) la propaganda diventa un'arma organizzata di controllo statale dell'opinione pubblica, con la creazione di ministeri specifici in Gran Bretagna e USA e l'utilizzo massiccio del cinema per costruire miti patriottici ed esaltare le gesta militari.
- Le strategie belliche si basano sulla definizione binaria amico-nemico e sull'atrocity propaganda che demonizza il nemico attraverso la censura delle notizie negative, mentre in Italia vengono istituiti uffici di stampa nell'esercito per diffondere un giornalismo di massa comprensibile dopo Caporetto.
- La manipolazione della realtà durante i conflitti comporta l'edulcorazione dell'immagine del soldato e della morte, trasformando il conflitto in una normalità quotidiana fino a provocare nei cittadini la profonda disillusione post-bellica per le promesse non mantenute dai governi.
- Grazie alla distinzione tra propaganda (divulgazione di dottrine complesse o semplici) e agitazione elaborata da Lenin, si passa verso un uso sistematico dei simboli come parole e immagini per il controllo sociale, differenziandosi dalla pedagogia perché mira a sentimenti non condivisi.
- La fotografia viene utilizzata sia per documentare la guerra in modo realistico che per normalizzarla attraverso premi e riviste fotografiche, abituando il pubblico alla violenza e all'odio verso il nemico tramite moderni mezzi di comunicazione di massa.
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