Advanced Risk theory lezione 1
Di cosa parla
- Quadro Solvency II: Il documento descrive Solvency II, distinguendo tra la Standard Formula, applicata universalmente, e l'Own Risk and Solvency Assessment (ORSA), che richiede alle compagnie un'analisi proprietaria per validare l'adeguatezza della formula standard al loro profilo di rischio. Le Autorità di Vigilanza (SA) possono imporre capital add-on in caso di mancata comprensione del rischio o problemi qualitativi (es. qualità dei dati).
- Valutazione e Fonti di Rischio: Viene analizzata l'importanza dell'analisi a breve termine per la probabilità di rovina e il Capital at Risk, in particolare per il rischio di sottoscrizione rami danni. Le principali fonti di rischio in Solvency II includono il rischio di sottoscrizione rami danni, rami vita e rami malattia, il rischio di credito, il rischio operativo e il rischio di mercato. Il rischio di sottoscrizione rami danni è ulteriormente suddiviso in rischio premi, rischio riserve e rischio CAT.
- Modelli e Strumenti Attuariali: Si sottolinea l'utilità dei modelli stocastici, specialmente per i modelli interni, che rappresentano un'alternativa alla Standard Formula e richiedono l'approvazione della SA. I gruppi di grandi dimensioni spesso utilizzano modelli interni, con un processo di approvazione che coinvolge un “collegio di supervisori” per le filiali internazionali. Esistono anche i Parametri Specifici dell'Impresa (USP), una soluzione intermedia che permette di usare dati interni per rischi specifici con modelli regolamentati.
- Concetti Chiave di Valutazione: Viene discussa l'analisi a lungo termine per il Capital at Risk (3, 5 o più anni), integrando misure di rischio (come VaR e TVaR) con misure di redditività (come RoE). È evidenziato il trade-off tra rischio e profitto, e l'impatto della riassicurazione sulla dinamica rischio-redditività. Un concetto centrale in vita è la “somma a rischio”, ovvero il capitale assicurato meno la riserva matematica.
- Rapporto di Capitale e Volatilità: Il rapporto di capitale (U/B), dove U è la riserva di rischio (Fondi Propri disponibili in Solvency II) e B è il volume dei premi scritti, è un indicatore cruciale. Le simulazioni mostrano come la volatilità di questo rapporto diminuisca all'aumentare del numero atteso di sinistri, grazie all'effetto di diversificazione. Il Capital at Risk misura il rischio di downside, quantificando il capitale necessario per coprire eventi sfavorevoli.
- Contesto Normativo: Il documento cita le direttive Solvency II (2009), l'atto delegato (2014) e gli studi di impatto quantitativo (QIS) condotti dall'EIOPA (European Insurance and Occupational Pensions Authority), che svolge un ruolo chiave nell'armonizzazione della legislazione e delle linee guida per Solvency II.