Answer question 2019/2020
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Di cosa parla
- Il processo di codificazione del diritto del mare è evoluto attraverso tre conferenze delle Nazioni Unite, culminando nella Convenzione dell'ONU sul diritto del mare (UNCLOS) adottata nel 1982 a Montego Bay, che ha introdotto un codice completo di regole sostituendo e aggiornando le convenzioni precedenti del 1958.
- La tensione tra sovranità statale e libertà dei mari è stata risolta storicamente passando dal principio di sovranità assoluta difeso da potenze come Portogallo e Spagna, alla dottrina della "libertà dei mari" promossa da Hugo Grotius nel XVI secolo.
- Sotto il regime dell'UNCLOS, lo stato costiero esercita la piena sovranità sul mare territoriale fino a 12 miglia nautiche, ma deve concedere il diritto di passaggio inoffensivo alle navi straniere purché non minaccino la pace, l'ordine o la sicurezza dello stato costiero.
- Nei stretti utilizzati per la navigazione internazionale che collegano due parti di alto mare o ZEE vige il regime di passaggio in transito, un diritto più ampio rispetto al passaggio inoffensivo che include il volo degli aerei e permette alle sottomarini di navigare sommersi senza sospensione del traffico.
- Lo stato costiero confinante con uno stretto non può ostacolare il passaggio in transito né imporre sospensioni arbitrarie, limitando la propria legislazione interna solo a misure necessarie per la sicurezza della navigazione, la prevenzione dell'inquinamento e il controllo della pesca.
- Nello specifico caso dello Stretto di Messina, dove i due lati appartengono allo stesso stato costiero, si applica il regime del passaggio inoffensivo anziché quello di transito, salvo che non esista un'alternativa praticabile per la navigazione internazionale.
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