Monografico Manoscritto Nobili
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Di cosa parla
- La diffusione della Divina Commedia di Dante Alighieri inizia rapidamente dopo la sua composizione, con oltre 850 manoscritti pervenuti fino ai nostri giorni; circa 300 risalgono al XIV secolo e sono concentrati a Firenze e Bologna.
- Uno dei primi segnali della diffusione si trova nei memoriali notarili bolognesi del 1317-21, che riportano citazioni dell’Inferno; l'Università di Bologna conferì a Dante un riconoscimento simbolico nel 1323.
- Nel Trecento, la diffusione si intensifica a Firenze con circa 70 copie standardizzate, spesso membranacee e impaginate su due colonne; Giovanni Boccaccio contribuì attivamente alla trasmissione dell'opera, realizzando tre codici di sua mano.
- I manoscritti della Commedia sono realizzati su carta o pergamena, con diverse tipologie come i codici acefali, mutili, unitari e raccogliticci; la paleografia e le decorazioni dei manoscritti includono correzioni tramite rasura e miniature.
- I primi commentatori della Commedia si distinguono tra quelli in volgare e quelli in latino; durante il XIV secolo, numerosi studiosi si dedicarono al commento, tra cui Iacopo Alighieri, Graziolo Bambaglioli, Guido da Pisa, Bosone da Gubbio, Ottimo Commento, Pietro Alighieri e Giovanni Boccaccio.
- Il manoscritto BUB ms. 589 (Dante Lambertino) contiene l'incipit dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso con un interessante apparato di commenti; il manoscritto 4091 è un codice danneggiato e restaurato che inizia dal canto X dell’Inferno.
- Giovanni Boccaccio realizzò tre copie manoscritte della Commedia, tra cui il Codice Toledano (Zelada 104.6), il Codice Riccardiano 1035 e il Codice Chigiano L.VI.213; Boccaccio è anche il primo a scrivere una biografia di Dante, con tre diverse redazioni del Trattatello in laude di Dante.
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