Letteratura contemporanea italiana (Lo Monaco)
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Di cosa parla
- Emilio Gadda (1893-1973) concepiva la letteratura come funzione conoscitiva, ma il linguaggio come strumento impreciso che deforma la realtà. Il suo romanzo più rappresentativo, "Quer pasticciaccio brutto de Via Merulana", è un "anti-giallo" con un finale aperto, caratterizzato da digressioni e polifonia. La sua poetica si fonda sull'espressionismo, sul groviglio linguistico e sull'effetto parodico.
- Elio Vittorini (1908-1966), figura centrale nella Resistenza e nel dibattito culturale post-bellico, ha fondato riviste come "Il Politecnico" e "Il Menabò", sostenendo una cultura autonoma, libera e rivoluzionaria, capace di lottare contro le ingiustizie sociali e di ricostruire il paese.
- Il Neorealismo, affermatosi dopo la Seconda Guerra Mondiale (1945-1955/56), si caratterizza per il realismo, la funzione di rispecchiamento della realtà, l'uso di testi cronachistici e documentari, spesso con forte componente autobiografica. I temi ricorrenti includono i campi di sterminio, la guerra partigiana e le contraddizioni sociali. In una seconda fase (1948-1955/56) si sviluppa come "realismo socialista", con un orientamento ideologico.
- Italo Calvino (1923-1985) ha avuto uno stile personale e sperimentale. Le costanti della sua poetica sono la fiducia nella ragione, la letteratura come indagine, l'ironia e la leggerezza. Il suo primo periodo (1945-1960) include opere realistiche ("La speculazione edilizia") e la trilogia "I nostri antenati" ("Il visconte dimezzato", "Il barone rampante", "Il cavaliere inesistente"). Il secondo periodo (dal 1964) è influenzato dalla scienza e dall'Oulipo, con opere come "Le cosmicomiche", "Le città invisibili" e l'iper-romanzo "Se una notte d'inverno un viaggiatore".
- Pier Paolo Pasolini (1922-1975) è stato una figura controversa e poliedrica. Il suo romanzo "Ragazzi di vita" (1955) descrive il sottoproletariato romano con un linguaggio dialettale e un realismo crudo, denunciando l'individualismo e l'alienazione della società dei consumi. La sua opera si inserisce nello "sperimentalismo di officina", che mirava a un'innovazione stilistica e critica della letteratura tradizionale.
- La Letteratura Industriale, discussa in riviste come "Il Menabò", riflette sulla società capitalistica, l'alienazione e lo sfruttamento. Autori come Ottiero Ottieri ("Donnarumma all'assalto") e Paolo Volponi ("Memoriale") esplorano le contraddizioni della fabbrica e il ruolo dell'intellettuale in questo contesto.
- Luciano Bianciardi (1922-1971) ha criticato l'establishment culturale e la società dei consumi con uno stile ironico e autobiografico. La sua "trilogia della rabbia", culminata in "La vita agra" (1962), descrive la perdita di ideali e l'alienazione nel contesto del boom economico milanese.
- Il Gruppo 63 (Neoavanguardia), nato nel 1963, ha promosso il Romanzo Sperimentale, in opposizione al Neorealismo e al romanzo di consumo. Obiettivo era affrontare temi scomodi e stimolare la riflessione critica, sperimentando con la struttura narrativa, il linguaggio (es. Nanni Balestrini con algoritmi, collage testuale) e i personaggi.
- Aldo Nove (1966) si inserisce nel fenomeno della "Gioventù cannibale", con opere come "Superwoobinda" che esplorano la trasformazione della realtà in finzione nell'era postmoderna, influenzata dai media e dalla pubblicità. In "Mi chiamo Roberta, ho 40 anni..." (2006) affronta il precariato lavorativo attraverso interviste, mescolando fatti reali e invenzione.
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