Sintesi del saggio 'Machiavelli Canterino'
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Di cosa parla
- L'esistenza di un Machiavelli canterino, ovvero poeta improvvisatore in ottava rima sulla lira, emerge da fonti antiche come il trattato del Ruscelli e le Facezie del Domenichi che ne attestano la capacità prodigiosa.
- Nel testo del Ruscoli appare inizialmente con il nome di Niccolò Machiavelli ma scompare nelle ristampe successive a causa della censura post-concilio tridentino, costringendo gli editori a camuffarlo sotto l'anonimo "Poeta fiorentino".
- L'aneddoto del Domenichi descrive una sfida sociale in cui il Segretario traduceva liberamente Ovidio per stupire le gentildonne, dimostrando non solo metrica ma anche un raffinato controllo delle dinamiche performative.
- I due testimoni presentano differenze sostanziali: mentre Ruscelli celebra Machiavelli come traduttore fedele e sublime del latino, il Domenichi lo ritrae in una situazione comica che mescola oscenità e oralità pubblica.
- L'analisi delle varianti tipografiche conferma l'autenticità della notizia originale sul nome di Machiavelli prima dell'intervento censorio, suggerendo che la sua figura ibrida tra cultura alta e bassa sia stata deliberatamente oscurata per prudenza politica.
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