Plauto, Amphitruo
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Di cosa parla
- Il giuramento di Alcmena sui versi 830 rivela un picco di ironia tragica, poiché la protagonista invoca Giove come arbitro della sua castità ignorando che egli è il vero artefice dell'inganno e padre del figlio illegittimo.
- Nella mentalità antica romana la fides rappresenta un pilastro morale sancito divinamente per i rapporti tra amici, amanti e popoli, mentre le donne sono spesso associate al topos negativo della infedeltà e degli inganni verbali.
- L'analisi delle opere di Euripide e Properzio conferma il pregiudizio culturale che contrappone la virtù guerriera maschile alla supposta abilità femminile nell'escogitare astuzie e frodi linguistiche.
- Alcmena ridefinisce il concetto di dote non in termini materiali ma attraverso una serie di virtù femminili ideali come l'obbedienza, la castità, il pudore e la devozione alla famiglia secondo il mos maiorum.
- L'autoritratto della perfetta uxor romana condensato nelle iscrizioni funebri (casta fuit, domum servavit, lanam fecit) riflette l'aspirazione a una donna morigerata che custodisce la casa e non si cimenta negli affari pubblici.
- L'intervento di Anfitrione per chiamare il testimone Naucrate introduce il tema del doppio e della perdita dell'identità, mentre le note metriche suggeriscono letture corrotte o congetture filologiche per risolvere anomalie testuali.
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