Addenda vv. 431-455
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- Valerio Flacco inserisce il discorso di Medea a Giasone tra i versi 431 e 455 per creare un effetto ritardante del cedimento della fanciulla, evidenziando la sua resa finale a una forza superiore al di là della sua volontà.
- Nella prima parte dell'apostrofe, Medea manifesta l'ansia per la sorte dell'eroe sottolineando che è solo lei a poterlo soccorrere, mentre tutti gli altri lo hanno abbandonato.
- Questa dinamica potrebbe rivelare echi di una suggestione ovidiana presente nell'Epistola XII, dove il poeta esplora simili complessità psicologiche e situazioni di abbandono.
- Al verso 437 la parola precor assume una valenza attenuata che non indica una vera preghiera ma equivale a una formula più modesta come un semplice "di grazia".
- L'interpretazione psicologica suggerisce l'esistenza di una possibile preghiera interiore e impossibile della fanciulla, rivolta agli dei o all'eroe stesso, che non sarebbe mai giunta nella Colchide.
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LINGUA E LETTERATURA LATINA II A · 2° anno · 1° semestre · 6 CFU · LATI-01/A
Al termine del corso lo studente avrà una conoscenza generale della storia della letteratura latina, con particolare riferimento all’età imperiale e cristiana; a una piena comprensione dei testi nella loro dimensione linguistica e culturale, si affiancherà una capacità di condurre in piena autonomia analisi tematiche e…