Lezione 8 - Stabilità dei pendii in roccia
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Di cosa parla
- Il testo illustra la classificazione dei movimenti franosi secondo Varnes (1978), distinguendo tipologie come crollo, scivolamento traslazionale o rotazionale e flusso in base al tipo di materiale coinvolto.
- Vengono analizzati casi storici significativi quali il disastro del Vajont del 1963 e quello del Val Pola del 1987, evidenziando i volumi delle masse instabili coinvolti negli eventi.
- La valutazione della pericolosità (hazard) si basa su modelli meccanici che considerano la probabilità temporale di distacco dell'innesto e la probabilità di propagazione verso le zone abitate.
- Il processo di mitigazione del rischio frana comprende l'identificazione delle cause scatenanti, il rilievo geomeccanico delle discontinuità e l'applicazione di interventi ingegneristici attivi o passivi.
- I meccanismi cinematici sono descritti attraverso la stereografia, dove le concentrazioni dei poli indicano famiglie di discontinuità che favoriscono specifici movimenti come lo scivolamento piano o a cuneo.
- La stabilità del pendio dipende dall'orientazione delle discontinuità rispetto al fronte e alla direzione dello scivolamento, influenzando la probabilità di ribaltamento o scorrimento lungo superfici curve.
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