Dispense VERIFICATO

Disturbo Specifico dell'Apprendimento

Università degli studi di Firenze Psicologia Clinica E Della Salute E Neuropsicologia 2020
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Riassunto AI · si legge in un minuto

Il documento descrive il disturbo specifico dell'apprendimento secondo il DSM-5, con i criteri diagnostici, gli specificatori e i livelli di gravità. Tratta poi le caratteristiche cliniche, la prevalenza, lo sviluppo nel ciclo di vita, i fattori di rischio e le differenze legate a cultura e genere. Infine affronta le conseguenze funzionali, la diagnosi differenziale e le comorbilità, e si chiude con l'avvio del disturbo dello sviluppo della coordinazione.
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  • I criteri diagnostici richiedono difficoltà persistenti per almeno 6 mesi nella lettura, nella comprensione del testo, nello spelling, nell'espressione scritta, nel calcolo e nel ragionamento matematico, con un rendimento significativamente inferiore all'atteso per età, esordio durante gli anni scolastici ed esclusione di disabilità intellettiva, deficit sensoriali, disturbi neurologici o cause psicosociali.
  • Il disturbo si codifica per ambito compromesso (lettura con dislessia, espressione scritta, calcolo con discalculia) e per gravità lieve, moderata o grave, in base al bisogno di facilitazioni e di insegnamento intensivo; la diagnosi è clinica e richiede la sintesi di storia medica, scolastica e familiare, pagelle e test standardizzati.
  • Le caratteristiche diagnostiche comprendono un'origine neurobiologica che deriva dall'interazione di fattori genetici, epigenetici e ambientali, soglie di punteggio (circa 1,5 deviazioni standard sotto la media, o 1-2,5 con giudizio clinico), un profilo irregolare con abilità visuospaziali spesso buone e ritardi precoci di linguaggio e motricità; genetica e neuroimaging non sono ancora utili per la diagnosi.
  • La prevalenza è del 5-15% nei bambini in età scolare e di circa il 4% negli adulti; le manifestazioni compaiono dalla scuola dell'infanzia e persistono in età adulta con lettura lenta, evitamento di attività scolastiche o lavorative, ansia e difficoltà circoscritte, mentre fattori come nascita prematura, alta ereditarietà e comorbilità con il DDAI aumentano il rischio.
  • Il disturbo è più frequente nei maschi (rapporto 2:1-3:1) e può presentarsi con modalità diverse nelle lingue alfabetiche e non alfabetiche; nei bambini bilingui o immigrati la valutazione deve distinguere le difficoltà dovute alla lingua da quelle del disturbo, e le conseguenze includono minore istruzione, disoccupazione e peggiore salute mentale.
  • La diagnosi differenziale lo distingue dallo svantaggio educativo o linguistico, dalla disabilità intellettiva, dai disturbi sensoriali o neurologici, dai disturbi neurocognitivi, dal DDAI e dai disturbi psicotici, mentre la comorbilità con DDAI, disturbi della comunicazione, autismo, ansia e umore non ne esclude la diagnosi ma richiede giudizio clinico per attribuire le compromissioni.
  • Il documento si conclude introducendo il disturbo dello sviluppo della coordinazione, appartenente ai disturbi del movimento, il cui criterio A riguarda l'acquisizione e l'esecuzione di abilità motorie come afferrare oggetti, guidare la bicicletta o usare strumenti, con prestazioni motorie sensibilmente inferiori all'atteso.

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