Museologia 19/20
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Di cosa parla
- I primi studioli umanistici del Trecento, come quello di Petrarca, segnano l'inizio di un collezionismo archeologico incentrato su oggetti semiofori quali monete e gemme che perdono il loro contesto originario per acquisire nuovi significati.
- Nel Quattrocento gli studioli si trasferiscono nelle corti nobiliari mantenendo la funzione intima, ma evolvendosi verso decorazioni lussuose parietali realizzate da grandi artisti e riferimenti iconografici alle nove muse.
- I collezionisti medicei e il duca Federico da Montefeltro realizzano ambienti elitari dove le tarsie e gli armadi nascondono oggetti preziosi, mentre la grotta di Isabella d'Este a Mantova fungeva come spazio dedicato ai gioielli più importanti.
- L'ultimo studiolo mediceo di Francesco I de' Medici recupera forme architettoniche precedenti integrando dipinti sugli sportelli degli armadi che raffigurano la lavorazione dei materiali contenuti all'interno, collegandosi al programma iconografico di Vincenzo Borghini.
- Vincenzo Scamozzi nel 1615 descrive le gallerie come edifici introdotto dall'Europa settentrionale e diffusi in Italia per ospitare collezioni pubbliche o private di antichità, marmi e pitture celebri riservate a personaggi illustri.
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