Appunti di primate adaptation and evolution (a.a. 2020/2021) (pt1)
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Di cosa parla
- L'evoluzione biologica è definita come un cambiamento nelle frequenze geniche all'interno di una popolazione nel tempo, guidato principalmente dal meccanismo della selezione naturale che agisce a livello di popolazione quando le risorse sono limitate.
- Le prove dell'evoluzione includono la presenza universale del DNA, strutture vestigiali come il femore nei cetacei o il coccige negli umani, e modelli geografici temporali dimostrati dai fossili e dalla deriva continentale che spiegano la distribuzione delle specie.
- I meccanismi di selezione naturale possono essere direzionali (spostando l'intera popolazione verso un nuovo fenotipo), stabilizzanti (favorendo tratti intermedi) o divergenti, come illustrato dall'esempio dei fringuelli di Darwin nelle Galapagos che hanno subito microevoluzione durante una siccità.
- L'ereditabilità delle variazioni deriva da mutazioni geniche, duplicazione e ricombinazione sessuale, mentre l'analisi anatomica, proteomica ed embriologica permette di distinguere tra omologie (strutture con origine comune ma funzione diversa) e analogie (funzioni simili senza origine ancestrale condivisa).
- Non tutti i tratti sono adattamenti diretti; alcuni sono esaptazioni co-optate per nuove funzioni, mentre l'evoluzione è vincolata dai percorsi dello sviluppo dell'organismo e non può creare strutture impossibili da sviluppare.
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