Appunti di strategie di gestione delle aree protette (a. a. 2020/2021)
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Di cosa parla
- L'Italia non può definirsi un "sistema nazionale delle aree protette" nel senso organico del termine poiché manca quasi totalmente dell'interconnessione funzionale tra i singoli elementi che caratterizza la definizione di sistema.
- La Strategia Europea sulla biodiversità per il 2030 stabilisce obiettivi ambiziosi quali l'estensione delle aree protette al 30% dei territori terrestri e marini, oltre a misure specifiche per ripristinare ecosistemi degradati piantando miliardi di alberi.
- Nella gestione della fauna selvatica all'interno dei parchi nazionali, il concetto di "danno" è relativo agli obiettivi dell'agricoltore ma rappresenta spesso un processo naturale benefico per altri componenti del sistema ecologico.
- L'attività di selecontrollo si distingue dalla caccia tradizionale in quanto prevede una rigorosa analisi demografica della popolazione faunistica e l'abbattimento mirato su specifiche classi d'età, prevalentemente giovanili, per correggere squilibri ecologici accertati.
- Nel caso del cervo nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, la reintroduzione ha creato conflitti gestionali tra la necessità di proteggere le risorse vegetali in rinnovamento e il mantenimento della densità faunistica, richiedendo approcci complessi oltre alle semplici soluzioni lineari.
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