Scienza politica 2.0
Di cosa parla
- La storia della democrazia non è lineare, caratterizzata da affermazioni e decadenze, con la sua espansione legata alla diffusione di idee e alla "logica dell'uguaglianza".
- Il consolidamento democratico si basa su:
- Legittimazione istituzionale, che rende le regole del gioco accettate.
- Mantenimento del compromesso democratico, rispetto della legalità, neutralità dell'esercito e beneplacito dei gruppi imprenditoriali.
- "Ancoraggio" del sistema tramite partiti, associazioni di interesse, rapporti clientelari e assetti neo-corporativi, specialmente in contesti di bassa legittimità.
- La partecipazione politica è l'insieme dei comportamenti dei cittadini volti a influenzare il processo politico (voto, militanza, discussione, esposizione ai media).
- Esiste una selettività e disuguaglianza nella partecipazione, dove l'alto status sociale garantisce maggiori risorse e influenza, minando il principio "una testa, un voto".
- I partiti politici sono attori fondamentali nelle democrazie rappresentative, caratterizzati da organizzazioni formali e l'obiettivo di ottenere cariche elettive. Le loro funzioni includono la strutturazione delle domande e del voto, la socializzazione politica e il reclutamento dei governanti.
- Gli approcci alla definizione dei partiti includono:
- Quello razionale (elettori-partito come mercato, Downs), criticato per la non perfetta razionalità degli elettori.
- Quello identitario (partiti costruiscono identità, attaccamento psicosociale), che contrasta con la visione razionale.
- La tassonomia di Weber distingue tra partiti di notabili (professionisti senza stipendio, rappresentanza individuale) e partiti di massa (ampliamento del suffragio, professionisti della politica, oratoria, controllo tramite delega).
- La struttura organizzativa dei partiti (Duverger) varia da comitati (notabili) a sezioni (socialisti), cellule (comunisti) e milizie (fascisti).
- La Legge Ferrea dell'Oligarchia (Michels) sostiene che le organizzazioni complesse tendono a formare un'oligarchia, sebbene critiche moderne ne ridimensionino la pervasività.
- Dopo la seconda guerra mondiale, emergono nuovi tipi di partiti:
- Partito pigliatutto (catch-all): cerca consenso ampio, riduce ideologia, rafforza dirigenti, diminuisce ruolo membri.
- Partito professionale-elettorale: simile al pigliatutto ma con esperti, si appella all'elettorato di opinione, focus sulle "issue".
- Cartel party: forte compenetrazione stato-partito, dipendenza dai finanziamenti pubblici, distribuzione clientelare.
- Le "fratture" (cleavages) di Rokkan (centro-periferia, stato-chiesa, città-campagna, proprietari-operai) hanno modellato i sistemi partitici, portando a un "congelamento" dei conflitti fino agli anni '90.
- Negli ultimi decenni si osserva uno "scongelamento" del sistema, con calo dei partiti tradizionali, aumento della volatilità elettorale e nuove formazioni.
- I sistemi di partito (Duverger, Sartori) si classificano in:
- Monopartitico (singolo, egemonico, predominante).
- Bipartitico (alternanza tra due partiti).
- Multipartitico (moderato o pluralismo polarizzato).
- Il pluralismo polarizzato si caratterizza per partiti antisistema, opposizioni bilaterali, un centro occupato e tendenze centrifughe che rendono instabile il sistema.