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Università degli Studi di Napoli - Federico II culture digitali e della comunicazione 2017
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Di cosa parla

  • Burocrazia:
    • Coniata da Vincent de Gournay nel 1764, deriva da 'Bureau' (ufficio) e 'crazia' (regola/governo).
    • Inizialmente percepita negativamente, vista come strumento autoritario o self-referenziale.
    • Max Weber la definì come una soluzione moderna e specifica per l'amministrazione, caratterizzata da struttura gerarchica, procedure e reclutamento basati su un ordine giuridico-razionale, garantendo prevedibilità.
    • Il documento esplora le tensioni tra autorità personale (patronage) e impersonale (élite meritocratica) nella sua formazione.
    • Le burocrazie moderne, spesso modellate sul tipo ideale weberiano, si confrontano con la critica democratica alla loro natura elitaria e la necessità di bilanciare la sovranità popolare con l'autonomia amministrativa.
    • Si evidenzia il passaggio da un sistema basato sul patronage a uno che cerca una riforma per una maggiore responsabilità politica, anche attraverso strategie 'post-burocratiche' o l'esternalizzazione di funzioni statali.
    • La diffusione di pratiche illegittime come corruzione e collusione è vista come un'indicazione di 'non abbastanza burocrazia'.
  • Costituzione:
    • Definita come un corpus di regole che limitano e definiscono i rapporti di potere, con l'emergere del documento scritto come contributo americano.
    • Le origini del concetto risalgono al XVII secolo, paragonando la salute di un corpo politico alla sua costituzione e all'importanza delle 'Costituzioni' giuridiche.
    • La costituzione moderna bilancia la libertà individuale con il potere statale, distinguendo tra l'organizzazione statale e i diritti dei cittadini.
    • Storicamente, si è passati da un costituzionalismo antico che proteggeva privilegi collettivi (Magna Carta) a uno moderno incentrato sui diritti individuali e sulla separazione dei poteri.
    • Le costituzioni dell'Ottocento, influenzate dall'Illuminismo, miravano a limitare il potere statale attraverso diritti individuali e controllo legislativo/giudiziario.
    • Le carte post-Seconda Guerra Mondiale si sono evolute includendo ampi obiettivi sociali ed economici, trasformandosi da testi statici a dinamici insiemi di obiettivi vagamente definiti.
    • Nonostante le sfide nella loro applicazione, le costituzioni rimangono un ancoraggio politico cruciale e un simbolo di libertà per molte nazioni emergenti.
  • Parere (Opinione):
    • Il concetto di opinione, e in particolare 'opinione pubblica', è un costrutto complesso. Walter Lippmann ne ha sottolineato la natura soggettiva e la necessità di una 'nuova credenza nell'uomo comune' affinché l'opinione pubblica avesse un ruolo nel governo.
    • La distinzione chiave è tra l'individuo come attore privato e la sua trasformazione in attore collettivo.
    • La nascita dell'opinione pubblica è legata allo sviluppo della sfera pubblica, alla diffusione di media pluralistici e alla crescita di una classe media 'illuminata'.
    • Si discute il ruolo delle élite informate rispetto all'aggregato passivo di opinioni generiche, con critiche alla 'tirannia delle credenze di massa' (Mill, Tocqueville).
    • Il sondaggio (polling) è emerso come uno strumento efficace per misurare l'opinione pubblica, superando i limiti del referendum classico.
    • Nonostante le questioni sulla razionalità e l'affidabilità dei sondaggi, l'opinione pubblica sembra soddisfare i criteri di ragionevolezza e responsabilità, influenzando le scelte politiche.
    • Il campo dell'opinione pubblica rimane 'biforcato', riflettendo le sue intrinseche tensioni tra il significato individuale e collettivo.
  • Partito:
    • Definito da Edmund Burke come un 'corpo di uomini uniti per promuovere l'interesse nazionale su un principio comune', e da Benjamin Constant come un gruppo con la stessa dottrina politica.
    • Storicamente, i partiti sono stati visti con timore (Washington, Madison), ma sono diventati essenziali per la democrazia.
    • Due dimensioni principali: l'organizzazione del partito (corporativo vs. individualista) e le origini (dalla società civile vs. dal corpo legislativo).
    • I partiti corporativi, tipici della tradizione socialista europea, enfatizzano legami interni e ideologia coerente. I partiti individualisti, di tradizione liberale, nascono da élite con obiettivi limitati.
    • L'evoluzione ha mostrato una convergenza tra origini legislative e radicamento nella società civile.
    • I partiti oligarchici (es. leninisti/socialdemocratici) necessitano di un 'consenso ingegnerizzato'.
    • Le 'coalizioni consociative' rappresentano un modo per organizzare il consenso tra partiti corporativi e oligarchici, riducendo la competizione elettorale diretta.
    • La trasformazione in 'catch-all parties' (partiti pigliatutto) ha portato i partiti a diventare orientati al marketing e al polling, offrendo uffici e politiche in cambio di consenso.
    • La crescente personalizzazione del potere politico, visibile anche nei regimi parlamentari, minaccia il ruolo tradizionale dei partiti, con gravi implicazioni per la loro legittimità, stabilità ed efficacia.

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