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Igiene

Università degli Studi di Milano infermieristica (abilitante alla professione sanitaria di infermiere) 2020
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Anteprima pagina 1 — Igiene

Di cosa parla

  • L'Igiene è una disciplina biomedica che, allontanando o correggendo i fattori di malattia e potenziando quelli positivi, mira a difendere lo stato di salute individuale e della collettività.
  • Il concetto di salute si è evoluto: da un equilibrio di umori corporei (Ippocrate - Teoria Umorale) a una visione moderna di alterazione transitoria e reversibile dei processi omeostatici.
  • La definizione OMS (1946) descrive la salute come uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non solo assenza di malattia. L'Art. 32 della Costituzione italiana tutela la salute come diritto fondamentale.
  • Gli scopi dell'igiene includono la prevenzione delle malattie (rimuovere cause e fattori di danno) e la promozione della salute (individuare e potenziare fattori di benessere, aumentando la resistenza), come evidenziato dalla Carta di Ottawa (1986).
  • Le parti dell'igiene sono:
    • Epidemiologia: studia l'andamento delle malattie nella popolazione per individuare fattori causali/di rischio (livello conoscitivo), definendo strumenti di prevenzione e interventi di sanità pubblica.
    • Medicina preventiva: elabora gli strumenti per prevenire l'insorgenza delle malattie e potenziare la salute (livello operativo).
    • Sanità pubblica: applica principi igienici e misure preventive alla comunità (livello organizzativo), mobilitando risorse e svolgendo compiti di sorveglianza epidemiologica, programmazione e valutazione a livello globale (OMS), nazionale (SSN) e locale (ASL).
  • Le cause della malattia possono essere fattori antecedenti necessari, distinti in cause necessarie e sufficienti, necessarie ma non sufficienti, fattori di rischio e fattori causali unici (monofattoriale).
  • Le malattie sono spesso multifattoriali, coinvolgendo l'ospite (fattori intrinseci), l'agente patogeno (fisico, chimico, biologico) e l'ambiente (fisico, sociale). I determinanti sono fattori che provocano variazioni di salute, classificati in primari e secondari.
  • La storia naturale della malattia descrive la serie di eventi dalla fase di individuo sano (con esposizione) allo stadio subclinico (comparsa sintomi) e clinico (scomparsa sintomi) fino alla guarigione. Il fenomeno dell'iceberg sottolinea l'insufficienza dello studio delle sole malattie conclamate.
  • Le malattie si distinguono in trasmissibili (agenti infetti, trasmissione diretta o indiretta) e non-trasmissibili (cronico-degenerative, non trasmissibili tra persone).
  • La catena di trasmissione delle malattie infettive include la sorgente (soggetto/animale) e il serbatoio (habitat dell'agente patogeno). La trasmissione può essere orizzontale (diretta/indiretta) o verticale.
  • I modi di comparsa delle malattie infettive nella popolazione sono epidemia (incremento casi), endemica (presenza stabile) e sporadica (casi saltuari).
  • L'Eziologia studia i fattori (endogeni o esogeni) che causano le alterazioni, mentre la Patogenesi esamina i meccanismi con cui questi fattori determinano il danno. L'Eziopatogenesi combina entrambi gli studi.

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