appunti di semiotica
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Di cosa parla
- La semiotica è la disciplina che studia i segni, con fondatori come Charles Sanders Peirce e Ferdinand de Saussure, e contributi significativi da Roman Jakobson e Umberto Eco.
- Il modello di comunicazione di Jakobson individua sei fattori (mittente, destinatario, messaggio, codice, canale, contesto) e le loro funzioni dominanti (emotiva, conativa, referenziale, fatica, metalinguistica, poetica).
- Umberto Eco propone una classificazione dei segni, distinguendo inizialmente tra segni naturali (non intenzionali), intenzionali/convenzionali e usi residuali/storici, per poi elaborare una classificazione in sei categorie più teoriche (es. inferenze naturali, convenzionali, diagrammi).
- Peirce definisce il segno come qualcosa che sta per qualcos'altro e distingue tra TOKENS (occorrenze individuali) e TYPES (tipi generali). Le sue tre classi principali di segni sono Simbolo (convenzionale), Indice (causale/fisico) e Icona (somiglianza).
- La linguistica analizza la lingua su diversi livelli: fonologia (studio dei fonemi, unità distintive), morfologia (struttura delle parole e dei morfemi, unità di significato) e sintassi (organizzazione delle parole in frasi e sintagmi).
- La fonetica studia la produzione fisica dei suoni (foni), mentre la fonologia si concentra sul loro funzionamento linguistico (fonemi). Concetti come la prova di commutazione di Hjelmslev e le regole di Trubeckoj aiutano a distinguere i fonemi dalle loro varianti (allofoni).
- La morfologia analizza la formazione delle parole attraverso flessione, derivazione (suffissazione, prefissazione, infissazione) e composizione, introducendo i concetti di morfema e allomorfia.
- La sintassi studia come le parole si combinano in frasi grammaticalmente corrette, distinguendo grammaticalità da sensatezza. La teoria della valenza verbale di Tesnière descrive come i verbi richiedono un certo numero di argomenti. Il sintagma è l'unità centrale della sintassi.
- Le lingue sono linguaggi che, a differenza di altri sistemi di segni, presentano una "non-conformità tra i piani" (doppia articolazione, secondo Hjelmslev), ovvero una distinzione tra segni con significato (morfemi) e figure senza significato proprio ma distintive (fonemi).
- La semantica lessicale si concentra sul significato delle parole e analizza le relazioni tra esse: gerarchiche (iperonimia/iponimia), di inclusione (meronimia/olonimia), di opposizione (contrari, complementari, conversi, reversivi) e differenziali (omografia, omofonia, omonimia, polisemia, sinonimia).
- I modelli di significato evolvono dai classici (tratti necessari e sufficienti, binarismo) alla semantica cognitiva (modello a prototipi, categorie sfumate). Il significato è componenziale, scomponibile in semi tassici, configurativi e funzionali.
- La frame semantics di Fillmore analizza il significato delle parole come scene mentali complesse (frame) composte da elementi interrelati, mostrando come i sensi dei verbi (es. "scrivere", "rischiare") si realizzano linguisticamente in diverse strutture sintattiche e ruoli semantici.
- Il confronto tra lingue diverse rivela che ogni lingua "ritaglia" lo spazio semantico in modo arbitrario, organizzando la realtà concettuale secondo propri criteri e relazioni differenziali, piuttosto che etichettare universalmente i concetti.
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