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Sociologia dei media

Università degli Studi di Roma - La Sapienza scienze della moda e del costume 2024
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Di cosa parla

  • Le Origini della Sociologia: Nata fine '800 con la Rivoluzione Industriale, studiando fenomeni come alienazione e urbanizzazione nella società di massa.
  • G. Simmel e la Massa: La massa si fonda su elementi comuni, composta da individui blasé che percepiscono informazioni semplici e brevi. La propaganda è il mezzo di comunicazione più forte.
  • La Teoria Ipodermica (Bullet Theory): La massa è omogenea, i media hanno un effetto diretto e potente sugli individui (H. Lasswell).
  • Teoria Behaviorista/Comportamentismo (J.B. Watson): Analizza la psiche umana osservando il comportamento individuale.
  • La Teoria della Persuasione (R. Merton): Introduce il concetto di effetti limitati (esposizione, percezione, memorizzazione selettiva) e gli effetti del messaggio (credibilità, ordine e completezza delle argomentazioni, esplicitazione delle conclusioni).
  • Paul Lazarsfeld: Metodo empirico e amministrativo. Studi come "The people choice" hanno rivelato il "leader d'opinione" (locale o cosmopolita), portando alla "Two-Step Flow Communication".
  • Robert Merton: Ha sviluppato il metodo qualitativo e i focus group. Lo studio su Kate Smith ha evidenziato il potere della persuasione come comunicazione bilaterale e interattiva in una società anomica.
  • Funzione Sociale dei Media: Monopolizzano il discorso, incanalano atteggiamenti, attribuiscono status, rafforzano norme sociali e possono generare disfunzione narcotizzante (apatia politica).
  • La Scuola di Francoforte: Con Horkheimer, Adorno, Benjamin, Habermas, critica il capitalismo e l'industrializzazione (Teoria Critica, Dialettica dell'illuminismo). Influenzati da Marx (alienazione, feticismo della merce), Weber (ragione strumentale, disincantamento) e Lukacs (reificazione del pensiero).
  • Industria Culturale vs Cultura Popolare: L'industria culturale mercifica e standardizza l'arte, uniformando il pensiero. Walter Benjamin, in contrasto, vede nella riproducibilità tecnica un'opportunità di democratizzazione e perdita dell'aura.
  • McLuhan: Concetti chiave come "il medium è il messaggio", media come estensioni dei sensi, "villaggio globale" e "determinismo psicologico" (tecnologia modella la società).
  • Microsociologia (Erving Goffman): Visione drammaturgica della realtà ("La vita quotidiana come rappresentazione"), individui come attori sociali che performano ruoli (ribalta, retroscena). Ha studiato la stigmatizzazione in "Asylums" e la "disattenzione civile".
  • Harold Garfinkel (Etnometodologia): Studi sui "Breaching Experiments" per rivelare i "patti comunicativi" sottintesi nel "mundane world" e l'"accountability" (es. "La storia di Agnes").
  • Jürgen Habermas: "Storia e critica dell'opinione pubblica" analizza l'evoluzione della sfera pubblica (premoderna, borghese, rifeudalizzazione), la "publicity" e l'"opinion management". Propone la "Teoria dell'agire comunicativo" basata su ragione intersoggettiva e pretese di validità (verità, sincerità, correttezza).
  • L'Evoluzione di Internet e New Media: Nascita di ARPANET, WWW, commercializzazione e social media (Facebook) come "comunità aperte". Caratteristiche dei new media: meta-medium, supporti, multitasking/ipertestualità, social network. Nuova comunicazione: ricombinata, reticolare, ubiqua, interattiva.
  • Teorie sul Web:
    • Reduced Social Cues (fase 1): Anonymity, deindividuation, flaming.
    • Social Identity Deindividualization Theory (fase 2): Importanza della struttura e del tempo nella CMC.
    • Hyperpersonal Model (fase 2.2): Ottimizzazione dell'identità online.
    • MUDs e Comunità Virtuali (fase 3): Studio attraverso l'etnografia digitale.
  • Howard Rheingold: Conia "virtual community", studiando le aggregazioni sociali online.
  • Christine Hine: Fondatrice del "virtual ethnography", con domande specifiche sull'uso e percezione di internet.
  • Sherry Turkle: Analizza l'identità nell'era digitale ("Life on the Screen"), internet come "moratoria psicosociale" per adolescenti. Critica la "sovraesposizione" e la "iperconnessione" ("Alone Together").
  • Byung-Chul Han ("Nello sciame"): Descrive la società come uno sciame disorganizzato e confusionario.
  • Manuel Castells ("The Information Age"): Analizza la "network society", le rivoluzioni tecnologiche, la fine del capitalismo tradizionale, i nuovi movimenti sociali e le "disuguaglianze digitali" ("quarto mondo").
  • Jan Van Dijck ("The Network Society"): Definisce la società della rete basata su interazioni integrate e introduce le "7 leggi del web" (articolazione, esternalità, estensione, small world, limiti dell'attenzione, power law, trend amplifiers).
  • Sonia Livingstone: Progetto "EU Kids Online" sulle competenze digitali dei ragazzi, sfatando il mito dei "nativi digitali".
  • Ester Hargittai: "Second Level Digital Divide", analizzando le disuguaglianze digitali dovute a status e istruzione.

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