Riassunto del libro "L'Officina della Guerra"-Gibelli
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Di cosa parla
- La guerra russo-giapponese rappresenta il primo conflitto moderno di massa che lascia un marchio indelebile sui reduci attraverso ferite fisiche devastanti e gravi dissesti mentali causati dall'uso dell'artiglieria pesante.
- I medici e gli alienisti del tempo descrivono l'impatto psicopatologico della guerra moderna come una vera epidemia di turbamenti psichici, assimilabile a un cataclisma naturale o tecnologico che genera spaesamento collettivo ed allucinazioni.
- Il romanzo Il riso rosso di Leonid Andreev prefigura gli orrori delle future guerre mostrando la follia come reazione necessaria alla realtà inspiegabile del conflitto, dove soldati traumatizzati perdono l'identità e si confondono con insetti in una metamorfosi uomo-bestia.
- L'impossibilità di fuggire dal teatro della guerra porta i combattenti a vivere distanze psicologiche enormi dalla patria, generando allucinazioni familiari e deliri che trasformano il ritorno a casa in un viaggio verso la follia o il suicidio.
- La società inizialmente rifiuta l'accettazione scientifica delle psicosi da guerra come prodotto diretto dell'ambiente bellico, cercando invece di attribuire i disturbi ai soldati alle predisposizioni ereditarie, all'alcolismo e a fattori personali preesistenti.
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