esercitazione 2 tedeschi
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Di cosa parla
- L'esigenza di una moneta comune nell'ambito CECA/CEE emerse negli anni '60 per superare le limitazioni del gold exchange standard, favorire l'integrazione dei mercati eliminando i dazi e prevenire svalutazioni competitive tra gli stati membri.
- Il Piano Werner del 1970 mirava a realizzare un'unione economica e monetaria entro il 1980 attraverso la stabilizzazione progressiva dei tassi di cambio e il coordinamento delle politiche economiche, ma fu abbandonato nel 1974 a causa dello shock petrolifero e dell'incapacità di armonizzare le politiche nazionali.
- L'ECU introdotta nel 1979 fungeva da moneta virtuale per stabilizzare i tassi di cambio entro un margine del +/- 2,25% e permettere il funzionamento delle istituzioni europee, richiedendo meccanismi di riallineamento gestiti dalle banche centrali in caso di forti variazioni strutturali.
- I parametri di Maastricht stabilirono criteri di convergenza stringenti come un deficit del 3%, un debito pubblico al 60% del PIL e tassi di inflazione limitati, ma rivelarono limiti organizzativi nell'assenza di un governo centrale forte e nella rigidità di regole basate sulla filosofia tedesca.
- L'Unione Europea dei Pagamenti (UEP) creata nel 1950 sostituì gli accordi bilaterali con un sistema multilaterale di compensazione mensile, favorendo la stabilità dei tassi di cambio e il raddoppio degli scambi commerciali prima della piena convertibilità delle valute.
- Il sistema monetario internazionale di Bretton Woods istituito nel 1944 basava i cambi fissi sul dollaro americano convertibile in oro, garantendo liquidità globale ma collassando a causa dell'eccessiva emissione di dollari statunitensi e della spesa pubblica non sostenibile.
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