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appunti parziali storia del cinema

Università degli studi di Firenze discipline delle arti, della musica e dello spettacolo 2020
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Di cosa parla

  • Avanguardie Francesi:
    • Dadaismo: Un movimento anti-borghese e parodistico, incentrato sul divertissement e la liberazione delle parole dal significato. Es. Un chien andalou (Buñuel, 1929), Entr'acte (Clair, 1924), che impiega il principio del ready-made e sovverte la funzionalità degli oggetti.
    • Cubismo: Si scaglia contro il cinema narrativo, enfatizzando la meccanica e la scomposizione. Es. Ballet Mécanique (Léger, 1924) e L'inhumane (L'Herbier, 1924) che usano sovraimpressioni e montaggio concitato.
    • Surrealismo: Fondato da André Breton nel 1924, influenzato dalla psicoanalisi freudiana, mira a registrare l'automatismo dei sogni e del pensiero, scardinando la logica mimetica. Elementi chiave: azzeramento del tempo (es. La persistenza della memoria di Dalí), amore folle e contestazione dell'ordine sociale borghese. Film rappresentativi: Un chien andalou (Buñuel, Dalí, 1929) e L'âge d'or (Buñuel, 1930) che esplorano macabro, onirico ed erotismo.
    • Realismo Poetico Francese: Sintesi tra cinema sperimentale e narrativo. Jean Vigo (es. L'Atalante, 1934) e Jean Renoir (es. La Règle du Jeu, 1939, Partie de Campagne, 1936-1946) esplorano temi come il viaggio, l'amore, la solitudine, utilizzando effetti visivi per esprimere stati d'animo e un rapporto dialettico tra soggetto e mondo.
  • Avanguardie Tedesche (Anni '20):
    • Contesto di profonda crisi post-Prima Guerra Mondiale (inflazione, disoccupazione), con la UFA (Universum-Film AG) fondata nel 1917 per fini propagandistici e poi divenuta un grande polo produttivo.
    • Cinema Astratto: Abbandona l'elemento narrativo per concentrarsi su forme e ritmo visivo, ispirato a Kandinskij (es. Rythmus 21 di Richter, 1921).
    • Espressionismo: La corrente più nota, enfatizza la soggettivazione dell'esperienza, deformazione visiva, scenografie stilizzate e illuminazione contrastata. Es. Il Gabinetto del Dottor Caligari (Wiene, 1919) con scenografie di Hermann Warm, che crea un senso di angoscia e chiusura, e introduce il "doppio".
    • Kammerspielfilme (film da camera): Caratterizzati da recitazione interiorizzata, movimenti di macchina lenti e ambienti reali, studio delle sfumature affettive dei personaggi. Es. L'ultima risata (Murnau, 1924), che metaforizza l'ascesa e la caduta della Germania.
    • Nuova Oggettività: Si concentra su problemi sociali con elementi grotteschi e realistici (es. trilogia della "donna fatale" di Pabst: La via senza gioia, Lulu, Diario di una donna perduta).
    • Registi chiave: F.W. Murnau (Nosferatu, 1922; Faust, 1926), Fritz Lang (Il dottor Mabuse, 1922; Metropolis, 1927; M, il mostro di Dusseldorf, 1931), noti per la composizione pittorica e l'uso di trucchi come l'effetto Schufftan.
  • Avanguardie Sovietiche (Scuola del Montaggio):
    • Contesto post-rivoluzionario (1917), con il Formalismo russo e il futurismo che promuovono l'arte come "artificio" e la "mossa del cavallo" (cambio di punto di vista) (Sklovskij).
    • Effetto Kulešov: Dimostra che il significato di un piano non è intrinseco ma relazionale, stabilito dalla sequenza e dall'interpretazione attiva dello spettatore.
    • Dziga Vertov: Teorico del "cine-occhio", che vede la macchina da presa come un occhio meccanico capace di rivelare una "verità" superiore ai fatti. Predilige un cinema non narrativo e documentaristico (es. L'uomo con la macchina da presa, 1929), criticando l'"eccentrismo" e il "teatro degli stupidi" di Ejzenštejn.
    • Sergej Ejzenštejn: Propone il "montaggio delle attrazioni" (1924), mirato a creare associazioni mentali e stimolare lo spettatore. Sviluppa il concetto di "cinepugno" per aggressione emotiva e deformazione, usando metafore visive (es. confronto macello-scioperanti in Sciopero, 1925). Il suo "montaggio intellettuale" privilegia la dialettica tra massa e individuo, difendendo l'arte dalla sottomissione alla politica.

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