Storia sociale della moda contemporanea
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Di cosa parla
- Il "Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio" introduce l'idea di patrimonio culturale, accorpando beni culturali e paesaggistici. Definisce il bene culturale come oggetti mobili o immobili con valore storico, soggetti alle leggi dello Stato italiano.
- Il Sistema museale della moda e del costume italiani, istituito dalla legge del 2004, raccoglie, conserva, cataloga, restaura ed esporre materiali e opere relative alla storia della moda. Si articola in strutture come la Galleria del Costume di Palazzo Pitti, il Museo della Moda Italiana a Milano, il Museo Nazionale della Seta a Como.
- Il progetto "Archivi della moda del 900" recupera e valorizza l'archivio della moda italiana, inserito nel SAN. Il portale online ne offre una vasta raccolta di fonti, tra cui prodotti delle case di moda, materiali fotografici e audiovisivi.
- Il progetto Europeana Fashion ha digitalizzato oltre 700mila oggetti della moda da 22 partner europei. Si concentra su istituzioni e collezioni che rappresentano la storia della moda in Europa.
- L'attività notarile, documentata negli atti notarili, è importante per lo studio storico sociale della moda, fornendo dettagli sui vestiti delle famiglie italiane.
- Matilde Serao con "Saper vivere" promuove un modello di comportamento e abitudini sociali. L'ideologia borghese ottocentesca pone la famiglia al centro, diventando il luogo della morale e virtù, con l'album di famiglia come mezzo per tramandare modelli familiari.
- Il fascismo intende creare una "modernità autoritaria" che risolve le crisi sociali e nazionali, sfruttando il capitalismo e la tecnologia moderna senza alterare tradizioni. Si oppone ai sistemi liberali, comunisti e democratici, cercando di impedire la degenerazione sociale.
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