Appunti di Storia dell'Architettura 1
Di cosa parla
- Filippo Brunelleschi: Figura centrale per la storia dell'architettura moderna (dal 1400). I suoi rilievi, sebbene non scientifici, miravano a comprendere gli elementi per riadattarli. Giorgio Vasari è una fonte chiave sulla sua vita.
- Vitruvio: Autore del trattato "De Architectura" (10 tomi, I sec. a.C./d.C.), che descrive gli ordini e tecnologie architettoniche. Introduce i tre concetti fondamentali: Firmitas (solidità, statica), Utilitas (funzionalità, es. acquedotti) e Venustas (bellezza, ornamento).
- Leon Battista Alberti: Successore di Brunelleschi, scrisse numerosi trattati, incluso il "De Re Aedificatoria", confrontandosi con Vitruvio. Viveva a Roma, ampliando la cognizione dell'architettura preesistente.
- Architettura Greca: Considerata esempio di perfezione nel 1700 (Winckelmann). Originariamente molto colorata, non "pura" come immaginato dal neoclassicismo.
- Il Tempio Greco: Dimora degli dei, basato sul sistema trilitico. I primi templi avevano spazi interni risicati, non per i fedeli, e usavano materiali poveri (mattoni essiccati, legno). La tipologia periptera (es. Partenone) era comune.
- Naos: Cella con la statua della divinità.
- Pronao: Vestibolo d'ingresso.
- Colonnato: Protezione del Naos con funzione celebrativa.
- Gli Ordini Architettonici: Non databili con precisione, compaiono dall'VIII sec. a.C. Rappresentano un sistema armonizzato del trilitico con canoni geometrici e matematici. Il termine "ordine" fu codificato solo nel 1500 (Alberti usava "opus").
- Ordine Dorico (Vitruvio): "Massiccio", con diametro alla base della colonna come modulo di riferimento. Costituito da rocchi uniti con perni metallici. Copertura lignea, architravi monolitici.
- Materiali e Colori: Principalmente marmo pentelico (cava vicina ad Atene), elementi colorati. L'origine formale degli ordini è teorizzata da Vitruvio come traslitterazione di prototipi lignei.
- Acropoli di Atene: Area fortificata e urbanizzata, modellata dall'uomo.
- Il Partenone: Storia complessa in 3 fasi (Callicrate, Ictino e Fidia).
- Primo Partenone (Callicrate, 480 a.C.): Commissionato da Cimone per la vittoria su Maratona. Tempio esastilo (6 colonne).
- Secondo Partenone (Ictino e Fidia, 468 a.C.): Progetto di Pericle. Ottastilo (8 colonne) e 17 sul lato lungo. Conteneva una statua crisoelefantina di Atena (oltre 12m). Presenta un doppio ordine dorico nel Naos e un fregio ionico.
- Anomalie e Correzioni Ottiche: Colonne più sottili sul fronte est, metope riutilizzate (alcune mozzate). Inclinazioni non percepibili ad occhio nudo, teorizzate da Vitruvio come correzioni ottiche per monumentalità, o da altri come ragioni strutturali.
- Problema dell'Angolo Dorico: Risolto modificando l'interasse tra le ultime colonne o allungando le metope.
- Entasis: Leggero rigonfiamento del fusto della colonna per evitare l'illusione di "colonne mangiate dalla luce".
- Altri Edifici dell'Acropoli:
- Propilei (Mesicle): Coesistono ordini dorico e ionico, non terminato.
- Tempio di Atena Nike (Callicrate): Piccolo, con pilastri anziché colonne sul pronao. Voluta ionica ruotata di 45 gradi.
- Eretteo: Sorge su terreno scosceso. Caratterizzato da logge laterali, tra cui la Loggia delle Cariatidi (statue femminili, metafora della vittoria di Atene).
- Tempio di Apollo a Bassae: Il primo esempio in cui compare l'ordine Corinzio, con una colonna corinzia alla fine del Naos, affiancata da semi-colonne e colonne ioniche.
- Il Partenone Post-Greco: Trasformato in chiesa, poi moschea dagli Ottomani. Bombardato nel 1687 dai Veneziani.
- Depredazione e Restauro: Inizio 1800, parti del frontone e metope furono portate al British Museum. L'Anastilosi è la ricostruzione con pezzi originali e nuovi.
- Ellenismo (IV-II sec. a.C.): Con Alessandro Magno, cambia il concetto di edificio pubblico (omaggio ai regnanti).
- Teatro di Epidauro: Sfruttava il declivio naturale.
- Pergamo: Città ellenistica su terrazzamenti. L'Altare di Pergamo, dedicato a Zeus, presenta una gigantomachia con grande pathos, influenzando scultori barocchi come Bernini.