Appunti VERIFICATO

riassunto storia dell'educazione

Università degli studi di Bologna educatore sociale e culturale 2018
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Di cosa parla

  • Illuminismo (Locke, Rousseau): Il pensiero pedagogico evolve con Locke, che promuove l'educazione per i Gentlemen basata sull'esperienza e la libertà individuale, e Rousseau, sostenitore di un'educazione naturale e incentrata sul fanciullo (Emilio), in opposizione alla corruzione sociale e al tradizionalismo.
  • Illuminismo Francese: Si dibatte sulla riforma educativa e sul ruolo dello Stato. Autori come Helvetius, La Chalotais, Rolland e Diderot propongono scuole obbligatorie, gratuite e laiche, focalizzate su scienze, storia e morale sociale, criticando il monopolio ecclesiastico. Turgot, Mirabeau e Talleyrand discutono l'istruzione pubblica per il controllo sociale e la diffusione culturale, mentre Condorcet teorizza un progetto completo per l'educazione di tutti i cittadini, incluse le donne, con un sistema a gradi.
  • Epoca Napoleonica: L'educazione diventa uno strumento dello Stato, con maggiore controllo, ispettori e programmi uniformi.
  • Risorgimento Italiano: Influenzato dal Romanticismo e dal cattolicesimo, vede figure come Rosmini (educazione religiosa e gradualità), Capponi (contro il metodismo e per la religione come unica educatrice), Mazzini (educazione per l'ideale nazionale) e Aporti (asili infantili gratuiti e istruzione fisica, intellettuale, morale, religiosa). Don Bosco introduce il sistema preventivo e la carità salesiana.
  • Positivismo: Prevale il sapere scientifico e sperimentale. Spencer propone un'educazione utilitaristica e gerarchica delle materie. Saint-Simon e Comte analizzano la società e l'educazione per il progresso sociale, con Comte che delinea le tre fasi della storia umana e un curriculum di "educazione permanente". Durkheim si concentra sul rapporto individuo-società e il ruolo della scuola nella socializzazione.
  • Attivismo Pedagogico: Movimento di fine '800 - inizio '900, pone il bambino al centro del processo educativo. Figure come Claparede e Cousinet propongono un'educazione funzionale e basata sui bisogni del bambino. In Inghilterra, Reddie e Baden-Powell (Boy-Scouts) promuovono l'educazione all'aria aperta e l'attività pratica. In Germania, Lietz fonda scuole in campagna con autonomia degli allievi. In Italia, Pasquali, le Sorelle Agazzi (scuola materna), Franchetti, Pizzigoni e Lombardo Radice sviluppano scuole e metodi innovativi, attivi e "a misura di bambino".
  • Montessori: Introduce una pedagogia scientifica basata sull'osservazione del bambino, sull'ambiente preparato e sull'uso di materiali specifici, riconoscendo fasi di sviluppo cognitive (mente assorbente e mente cosciente) e proponendo l'idea del "bambino laborioso".
  • Dewey (USA): Esponente dell'attivismo, lega la pedagogia all'esperienza sociale e al darwinismo, con la scuola come fulcro del processo sociale e del lavoro, e l'educazione come riorganizzazione continua dell'esperienza. Washburne sperimenta l'individualizzazione e i ritmi flessibili a Winnetka.
  • Storia del libro scolastico in Italia ("Col libro in mano"): Analizza la necessità di istruire il popolo post-Unità. Il metodo normale di Felbiger e la nascita di testi didattici. La polemica tra positivisti (che svalutano i libri) e figure come De Dominicis (molteplicità dei libri) e Gabelli (biblioteche di classe). Le riforme dei programmi e dei testi, fino all'epurazione dei contenuti fascisti.

Altri appunti di STORIA DELL'EDUCAZIONE [cod. 16764]

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