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teatro

Università degli Studi di Padova Scienze Dell'Educazione E Della Formazione 2020
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Esplora l'evoluzione del teatro dal Medioevo all'Illuminismo. Rivivi i Misteri religiosi e l'ascesa dei giullari, il Carnevale tardo-medievale e l'impatto della Riforma sulla censura teatrale. Scopri la Commedia dell'Arte con i suoi canovacci e l'affermazione del dramma d'autore, dalla scenografia prospettica veneziana di Torelli all'opera italiana e francese, fino al controllo politico di Luigi XIV. Analizza il dibattito filologico e i cambiamenti nel Settecento, culminando nella "Libertà dei Teatri" della Rivoluzione Francese. Un viaggio nella storia sociale del palcoscenico.
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La storia del teatro traccia la sua evoluzione dalle rappresentazioni religiose medievali al palcoscenico rivoluzionario:
  • Medioevo:
    • I Misteri della Settimana Santa, rappresentati da religiosi, includevano scene come "La Visita al Sepolcro", con pubblico pagante e dialoghi in volgare su canti latini.
    • I giullari laici "mettevano in scena" personaggi della tradizione orale, divertendo nobili, clero e popolo insieme a mimi e saltimbanchi.
  • Tardo Medioevo:
    • Il "Carnevale contro Madame Quaresima" emerse come invenzione borghese per rappresentare una storia civica, simboleggiando gli scontri tra borghesia e clero.
  • Riforma:
    • Nel 1548, il Parlamento di Parigi vietò i Misteri a causa delle guerre civili di religione. Il teatro subì un declino per il timore del suo ruolo sobillatore, e i teologi riformati ne chiedevano la chiusura.
  • Commedia dell'Arte:
    • Compagnie di attori laici, itineranti e stranieri creavano commedie basate su "tipi fissi" e canovacci, privilegiando l'improvvisazione rispetto a testi scritti e ricercati. Le rappresentazioni erano spesso in "italiano".
  • Dramma e Scenografia:
    • Dopo i drammi pastorali del XVI secolo, si sviluppò il dramma d'autore. Le compagnie erano guidate da un drammaturgo, che lavorava con librettisti e compositori, acquisendo status sociale.
    • Giacomo Torelli, scenografo veneziano, introdusse la prospettiva e le "macchine" teatrali a Parigi nel 1645 per l'Orfeo di Luigi Rossi al Palais-Royal, un'innovazione proseguita da Vigarani a Versailles, segnando l'apogeo del teatro con le macchine nel Seicento.
  • L'Opera:
    • La prima opera fu di Monteverdi nel 1601. Seguirono le prime opere in Francia con Maria de' Medici e in Inghilterra nel 1670.
  • Il Teatro di Corte e il Controllo Politico (1680 - Versailles):
    • La corte smise di essere itinerante, e il teatro di corte a Versailles assunse un ruolo ludico, politico e talvolta pornografico.
    • Colbert impose contratti agli attori in tutti i teatri francesi, ponendo fine alla libertà e introducendo il controllo politico. Il Re concedeva pensioni a drammaturghi e alle compagnie italiane, garantendo sostegno agli attori inabili.
  • Filologia e Illuminismo:
    • In Francia, in assenza dell'Inquisizione, Giansenisti e Pietisti dibattevano la chiusura dei teatri. Gli studiosi "Politiques" argomentavano filologicamente contro l'equiparazione di attori a gladiatori, citando i Padri della Chiesa fuori contesto.
    • Il Settecento francese fu in ritardo rispetto all'Italia, agli Stati Tedeschi e all'Inghilterra, con opere lunghe e classiche. Marivaux fu un innovatore.
    • Johnson e Lessing, prendendo Shakespeare a modello, innovarono il teatro classico del Seicento, promuovendo lo "spirito" aristotelico delle unità di tempo, azione e luogo, anziché la loro applicazione letterale.
  • Patriottismo e Rivoluzione:
    • Venne fondata la Comédie Française (16XX) e, nel 17XX, le compagnie italiane furono cacciate. Fino al 1887, solo autori francesi erano ammessi, con testi stranieri tradotti e solo compagnie di attori francesi o naturalizzati.
    • La Rivoluzione Francese portò alla "libertà dei teatri" nel 1791, seguita da 3000 nuove creazioni e 40.000 rappresentazioni tra il 1789 e il 1815. Tuttavia, nel 1815, i decreti di Napoleone reintrodussero una gerarchia nei teatri.

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