Obiettivi formativi
Il corso ha come scopo quello di far conoscere agli studenti i concetti fondamentali della filosofia del linguaggio tramite la presentazione e la discussione di alcuni testi "classici" del dibattito moderno e soprattutto contemporaneo. Gli studenti acquisiranno l’abilità di ragionare sui concetti fondamentali della filosofia del linguaggio quali “significato”, “riferimento”, “condizioni di verità”, “comprensione linguistica”, "conversazione" e, in generale, sulle questioni filosofiche che hanno a che fare con le relazioni tra linguaggio e realtà, linguaggio e mente, significato del parlante e significato linguistico, contesto e significato convenzionale, linguaggio e società. La formazione acquisita in questo corso sarà utile agli studenti per orientarsi nel dibattito contemporaneo e sviluppare ulteriori competenze specialistiche.
Programma
Il corso è suddiviso in tre parti, ciascuna della durata approssimativa di 21 ore. Un calendario dettagliato delle lezioni verrà fornito all'inizio del corso. Le indicazioni bibliografiche complete sono riportate nell'apposita sezione del syllabus.
Parte 1: I fondamenti
In questa parte del corso, a partire da una riflessione su un testo di J. Locke, si indagherà la natura del significato linguistico e, in particolare, si affronterà la seguente domanda: in virtù di che cosa una determinata espressione linguistica acquisisce un significato? Ci chiederemo se questo fattore determinante possa essere rintracciato nelle relazioni che un'espressione intrattiene con il mondo, se siano invece rilevanti alcuni fenomeni mentali (come i concetti presenti nella mente dei parlanti o le loro intenzioni), oppure se tale fattore sia di natura sociale. Affronteremo queste questioni attraverso la lettura di alcuni classici della filosofia del linguaggio contemporanea: G. Frege, con il suo approccio antipsicologista al significato e la distinzione tra senso e denotazione; B. Russell, con la distinzione tra forma grammaticale e forma logica di un enunciato e la teoria delle descrizioni; K. Donnellan, con la distinzione tra usi referenziali e attributivi delle descrizioni; e infine S. Kripke, con il suo approccio antidescrittivista.
Testi
J. Locke, Sulle parole, libro III del Saggio sull'intelletto umano (selezione).
G. Frege, Senso e denotazione.
B. Russell, Sulla denotazione.
P. Strawson, Sul riferimento.
K. Donnellan, Riferimento e descrizioni definite.
S. Kripke, Nome e necessità (selezione).
Parte 2: La natura e i pericoli della comunicazione implicita
Questa parte del corso esplorerà il ruolo del contenuto implicito nella comunicazione, concentrandosi sui modi in cui i parlanti trasmettono informazioni che vanno oltre quanto viene esplicitamente detto. Verranno esaminati i meccanismi semantici e pragmatici attraverso i quali la comunicazione implicita può avvenire e saranno introdotte le nozioni di presupposizione e terreno comune (common ground) in R. Stalnaker, di accomodamento in D. Lewis e di implicatura conversazionale in P. Grice. Verranno inoltre analizzate alcune applicazioni di questi strumenti teorici all'interpretazione di problemi contemporanei del discorso pubblico, tra cui la propaganda, gli epiteti offensivi (slurs), gli stereotipi e altre forme di comunicazione socialmente e politicamente rilevanti.
Testi
R. Stalnaker, Presupposizioni.
R. Stalnaker, Common Ground.
D. Lewis, Scorekeeping in a Language Game.
P. Grice, Logica e conversazione.
C. Bianchi, L. Caponetto, Filosofia sociale del linguaggio, Parte I.
Parte 3: Un classico della filosofia del linguaggio
Questa parte del corso sarà dedicata alla lettura e alla discussione di Come fare cose con le parole di J. L. Austin, testo fondamentale della filosofia del linguaggio ordinario pubblicato nel 1955. Attraverso la discussione e la rielaborazione della tradizionale dicotomia tra dire e fare, si esaminerà il modo in cui gli enunciati non si limitano a descrivere la realtà, ma possono costituire vere e proprie azioni, anche quando si presentano come semplici asserzioni. Si prenderanno inoltre in considerazione la ricezione e gli sviluppi successivi delle idee di Austin, con particolare attenzione ai contributi della pragmatica e della teoria degli atti linguistici. Anche in questo caso, verranno esaminate alcune possibili applicazioni di questo apparato teorico a fenomeni caratteristici di specifiche forme di comunicazione sociale (ad esempio, il consenso) e digitale (ad esempio, la condivisione).
Testo
J. L. Austin, Come fare cose con le parole (lettura integrale).
Nessun prerequisito richiesto, anche se una certa familiarità con la logica e/o con il lessico argomentativo può facilitare la comprensione di alcuni argomenti
Il corso consiste principalmente in lezioni frontali, generalmente supportate da slide. È tuttavia particolarmente apprezzata la partecipazione a discussioni di tipo seminariale, soprattutto in occasione della presentazione e dell'analisi dei testi. Per questa ragione, si raccomanda lo studio (o almeno una lettura preliminare) dei testi durante lo svolgimento del corso, e non soltanto al termine dello stesso. A tal fine, il docente distribuirà un calendario delle lezioni con l'indicazione dei testi rilevanti per ciascun incontro. La frequenza è fortemente consigliata. Gli studenti non-frequentanti sono pregati di programmare almeno un ricevimento con il docente (anche via Zoom).
Studentesse e studenti con disabilità, DSA, BES o altre condizioni di salute possono contattare l'Ufficio Servizi agli Studenti – Settore Inclusione per ricevere maggiori informazioni sulle modalità di fruizione delle attività didattiche attraverso specifici strumenti e misure di supporto.
Modalità d'esame
La valutazione terrà conto della capacità dello studente di comprendere e saper ricostruire criticamente le argomentazioni presentate a lezione e nei testi nonchè la capacità di condurre, soprattutto in forma scritta, argomentazioni rigorose utilizzando i concetti chiave della filosofia del linguaggio sapendone valutare la portata filosofica più generale.
Sarà inoltre valutata anche la partecipazione (costruttiva) alle lezioni e l'eventuale disponibilità dello studente a fare brevi presentazioni (max 1 punto rispetto al voto assegnato all'esame finale).
Per studenti non frequentanti, la valutazione dipenderà interamente dall'andamento dell'esame scritto finale.
Testi di riferimento
Nel caso i testi siano di difficile reperibilità, verranno resi disponibili in formato .pdf nella pagina Moodle del corso.
Manuali:
W. Lycan, Filosofia del Linguaggio: un'introduzione contemporanea, Milano, R. Cortina, 2002 (in particolare i Capp. 1-3 e 11-13)
C. Bianchi, L. Caponetto, Filosofia Sociale del Linguaggio, Roma-Bari, Laterza, 2025 (in particolare, i Capp. 1-5, 6-7, 9-10)
Parte 1:
J. Locke, libro III, Saggio sull'Intelligenza Umana, (trad. di C. Pellizzi, rivista da G. Farina), Roma-Bari, Laterza
G. Frege, "Senso e Denotazione" (trad. it. di in La Struttura Logica del Linguaggio, a cura di A. Bonomi, Milano, Bompiani, 2001
B. Russell, "Sulla Denotazione" in La Struttura Logica del Linguaggio, a cura di A. Bonomi, Milano, Bompiani, 2001
P. Strawson, "Sul riferimento" in La Struttura Logica del Linguaggio, a cura di A. Bonomi, Milano, Bompiani, 2001
K. Donnellan, "Riferimento e descrizioni definite" in in La Struttura Logica del Linguaggio, a cura di A. Bonomi, Milano, Bompiani, 2001
S. Kripke, Nome e Necessità, (trad. it di M. Santambrogio), Torino, Bollati-Boringhieri, 1999
Parte 2:
P. Grice, "Logica e conversazione" in Gli Atti Linguistici: Analisi e Problemi di Filosofia del Linguaggio, a cura di M. Sbisà, Milano, Feltrinelli, 1995
R. Stalnaker, "Presupposizioni" in Gli Atti Linguistici: Analisi e Problemi di Filosofia del Linguaggio, a cura di M. Sbisà, Milano, Feltrinelli, 1995
R. Stalnaker, "Common Ground", in Linguistics and Philosophy, 25 (2002), pp. 701-721
D. Lewis, "Scorekeeping in a Language Game" in Journal of Philosophical Logic 8 (1979) pp. 339-359.
Parte 3:
J. L. Austin, Fare Cose con le Parole, a cura di M. Sbisà e C. Penco, nuova edizione 2025, Milano, Marietti1820
Codice insegnamento P661014503