Dispense VERIFICATO

DOPO RIO

Università degli Studi di Roma - La Sapienza Management delle tecnologie, innovazione e sostenibilità 2020
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Riassunto AI · si legge in un minuto

Dopo il vertice di Rio 1992, la fase successiva ha visto un progressivo indebolimento degli impegni ambientali a causa di crisi economiche e priorità al libero commercio. Eventi catastrofici come l'incidente della Petroliera Prestige hanno evidenziato l'urgenza di trasformare i principi in norme vincolanti, ma le conferenze successive (Johannesburg 2003, Rio+20) hanno prodotto risultati spesso più blandi e privi di scadenze precise. Di conseguenza, il dibattito si è spostato verso la definizione di un modello di Green Economy che integra tutela ambientale e crescita economica per garantire lo sviluppo sostenibile alle generazioni future.
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  • Dopo la Conferenza di Rio del 1992, si è passati da una fase di consolidamento dei principi generali a quella della piena attuazione degli obblighi nelle convenzioni ambientali, ma l'inadempimento tardivo degli Stati ha aggravato i problemi negli anni '90, portando a gravi incidenti come il disastro della Petroliera Prestige.
  • La Conferenza di Johannesburg (Rio+10) del 2003 ha prodotto documenti finali più blandi rispetto a Rio 1992, evidenziando forti contrasti tra Stati Uniti, Unione Europea e Paesi in via di sviluppo riguardo agli obiettivi specifici e alle scadenze per l'energia rinnovabile.
  • Il concetto di sviluppo sostenibile si è ampliato includendo non solo la tutela ambientale ma anche salute, educazione, lotta alla povertà e debito, sebbene emerga il rischio che la questione ambientale perda priorità a favore degli interessi economici tradizionali.
  • A Rio+20 (2012) l'attenzione si è spostata sulla governance ambientale e sull'economia verde, definita come un modello economico che mira a migliorare la qualità della vita riducendo le disuguaglianze senza esporre le generazioni future ai rischi ambientali, sostituendo i combustibili fossili con energie rinnovabili.
  • L'economia verde promossa dall'OCSE e dall'UE si basa su cinque pilastri: aumento della produttività attraverso l'efficienza delle risorse, innovazione tecnologica per nuovi mercati, creazione di fiducia degli investitori, stabilità macroeconomica e riduzione dell'impatto ambientale dei settori chiave come energia, trasporti ed edilizia.
  • Per realizzare la transizione verso un'economia verde è necessario investire almeno il 2% del PIL mondiale annuo in settori strategici come riforestazione, acqua, pesca e efficienza energetica, integrando nel mercato il valore economico degli ecosistemi per garantire la stabilità del ciclo dell'acqua e del carbonio.

Riassunto generato con l'intelligenza artificiale a partire dagli appunti. Come lo facciamo

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