Dispense VERIFICATO

farmacocinetica2

Università degli Studi di MILANO-BICOCCA biotecnologie 2020
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Di cosa parla

  • L'assorbimento farmacologico è definito come il passaggio del principio attivo dalla sede di applicazione al circolo sanguigno attraverso le membrane biologiche, un processo influenzato da fattori quali la via di somministrazione, le proprietà chimico-fisiche della molecola (come lipofilia e peso molecolare), le caratteristiche della superficie assorbente e la formulazione.
  • Le vie di somministrazione si dividono in sistemiche, topiche, generali o parenterali, mentre specifiche tecniche come quella epidurale o intratecale prevedono l'iniezione nel canale vertebrale rispettivamente esternamente alla dura madre o direttamente nel liquor cerebrospinale.
  • L'interazione tra farmaci e cibo rappresenta un fattore critico per la biodisponibilità, poiché alcuni principi attivi possono subire limitazioni nell'assorbimento a causa di interazioni con gli alimenti, come il legame delle tetracicline al calcio presente nel latte o formaggi, mentre l'effetto di primo passaggio epatico riduce ulteriormente la quantità di farmaco che raggiunge la circolazione sistemica.
  • La glicoproteina P (Pgp) e i suoi polimorfismi genetici giocano un ruolo determinante nell'efflusso cellulare dei farmaci dall'intestino, influenzando l'assorbimento in base al genotipo dell'individuo (omozigoti o eterozigoti per la variante TT/CT rispetto ai soggetti controllo CC), mentre il test di permeabilità su cellule Caco-2 permette di simulare lo strato epiteliale intestinale e prevedere velocità e grado di assorbimento.
  • La valutazione precoce in vitro della stabilità metabolica, dell'induzione o inibizione enzimatica delle reazioni di Fase I e II, unita allo studio del volume di distribuzione legato alle proteine plasmatiche, consente una classificazione accurata dei farmaci come fallimentari, mediamente adatti o probabilmente buoni.

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