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appunti di filosofia del diritto

Università degli studi di Firenze giurisprudenza 2017
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Di cosa parla

  • Distinzione del Positivismo: Ross articola due tipi di positivismo: quello giuridico, che identifica la validità della norma con la sua emanazione da un'autorità (diritto positivo), e quello filosofico, che limita la conoscenza a ciò che è empiricamente verificabile, rifiutando la metafisica. Il realismo giuridico scandinavo, di cui Ross è esponente, si ispira a quest'ultimo.
  • Critica ai Giusnaturalismi e Giuspositivismi: Ross critica sia l'idea giusnaturalista di un diritto universale fondato sulla giustizia che il giuspositivismo puro (es. Kelsen), che vede il diritto come volontà astratta dello stato. Egli ritiene che entrambi trascurino la realtà sociale e la dimensione empirica del diritto, il quale è piuttosto un fenomeno di 'essere' (fatto sociale) che di 'dover essere'.
  • Il Concetto di Validità: La validità di una norma per Ross è un giudizio di probabilità: una norma è valida se è probabile che i giudici la applichino. Questa prospettiva combina l'approccio comportamentistico (cosa fanno i giudici) con quello psicologico (cosa i giudici sentono come vincolante), superando le lacune di entrambi gli approcci isolati.
  • La Natura del Diritto come Linguaggio: Ross definisce il diritto come un insieme di enunciati linguistici, in particolare direttive (che impongono una condotta) anziché asserzioni (che descrivono). Le direttive non sono soggette a verità o falsità. Il significato degli enunciati dipende dal contesto e dalla situazione di fatto.
  • Problemi di Interpretazione: L'interpretazione è cruciale per determinare il significato delle direttive legali. Ross identifica problemi sintattici (connessione delle parole), logici (incompatibilità, ridondanza, presupposizione tra norme) e semantici (vaghezza delle parole). Egli critica le interpretazioni soggettive (intenzione dell'autore) e oggettive (significato intrinseco) come insufficienti o illusorie, ponendo il giudice al centro del processo interpretativo.
  • Il Ruolo del Giudice e delle Fonti del Diritto: Il giudice non è un mero 'bocca della legge', ma ha un ruolo attivo nella 'politica del diritto', influenzando la validità delle norme attraverso le sue decisioni e la sua 'ideologia normativa'. Le fonti del diritto (leggi, precedenti, consuetudini, tradizione culturale) sono classificate in base al loro grado di oggettivazione e influenzano la decisione del giudice, ma non determinano il diritto valido di per sé. La forza, infine, è parte integrante del diritto, ma la sua accettazione da parte dei consociati richiede una 'coscienza giuridica materiale' basata sul rispetto e la legittimità percepita, non solo sul timore.

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