Riassunti VERIFICATO

Glottologia Motta

Università degli studi di Pisa linguistica e traduzione Curriculum traduttivo 2018
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Di cosa parla

  • La glottologia è definita come lo studio scientifico della lingua e del linguaggio, termine coniato da Graziadio Isaia Ascoli per identificare la comparazione linguistica.
  • La linguistica si interroga sul suo status di scienza, confrontandosi con i principi di falsificabilità, la mancanza di terminologia comune e la natura complessa dell'oggetto di studio (fenomeno naturale e culturale).
  • La storia della linguistica include contributi da filosofi antichi come Platone (Cratilo) e Aristotele (categorie grammaticali), e opere romane come quelle di Varrone (regola vs. uso, langue vs. parole).
  • Nel Medioevo, si sviluppa la riflessione sulla lingua, con trattati come il De Vulgari Eloquentia di Dante e le prime grammatiche non latine (irlandese, islandese).
  • L'età moderna vede la scoperta di nuove lingue e l'emergere di cataloghi linguistici (Adelung, Hervás y Panduro) e la linguistica illuministica (grammatiche di Port-Royal).
  • Il XIX secolo è dominato dalla linguistica comparata, con figure chiave come Sir William Jones che identifica somiglianze tra sanscrito, greco e latino, e i fratelli Grimm e Rasmus Rask che formulano la Prima Rotazione Consonatica Germanica.
  • Karl Verner completa la legge di Grimm spiegando le apparenti eccezioni attraverso il ruolo dell'accento mobile proto-indoeuropeo.
  • Nel XX secolo, Ferdinand de Saussure fonda lo strutturalismo, introducendo la linguistica generale, mentre Greenberg sviluppa la tipologia sintattica e la ricerca sugli universali linguistici.
  • Vengono distinti due approcci principali: la comparazione genealogica (ricerca di lingue madri) e la comparazione tipologica (confronto di lingue indipendentemente dalla parentela).
  • Si esplorano concetti come substrato, superstrato e adstrato per spiegare le influenze linguistiche in contatto.
  • Le lingue si classificano in famiglie (es. indoeuropea) e si analizzano attraverso la tipologia morfologica (lingue isolanti, agglutinanti, flessive, polisintetiche, come classificato da Humboldt).
  • La tipologia areale studia la diffusione dei mutamenti linguistici nello spazio, con la teoria delle onde di Schmidt e le norme di Bartoli (aree laterali, seriore, maggiore/minore). Esempi includono la lega linguistica balcanica e l'area di Carlo Magno.
  • Vengono esaminate le caratteristiche di diverse famiglie linguistiche: l'indoeuropeo (centum/satem), le lingue germaniche (leggi di Grimm e Verner, due rotazioni consonantiche), le lingue romanze (dal latino volgare, dialetti italiani, questione della lingua), le lingue celtiche (ordine VSO), le lingue slave e baltiche.
  • La ricostruzione della cultura proto-indoeuropea avviene tramite metodi lessicali e testuali, considerando aspetti come la famiglia patriarcale, l'economia pastorale/agricola e i sistemi numerali.

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