Igiene - Epatite B e C
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Di cosa parla
- I virus dell'epatite B e C appartengono rispettivamente alle famiglie degli Hepadnaviridae e Flaviviridae, presentando differenze strutturali fondamentali come il genoma a DNA per l'HBV contro quello ad RNA a singola elica con elevata variabilità genetica per l'HCV.
- L'infezione da HBV è estremamente contagiosa rispetto all'HIV, trasmissibile principalmente tramite vie parenterali e sessuali, mentre la trasmissione verticale avviene prevalentemente al momento del parto; invece l'HCV si diffonde quasi esclusivamente attraverso il contatto con sangue infetto ed ha una minore incidenza di trasmissione sessuale o perinatale.
- L'evoluzione dell'infezione da HBV dipende dall'età in cui viene contratto, portando alla cronicizzazione nel 90% dei neonati e al 10% degli adulti, mentre l'HCV tende a cronizzarsi nell'80-60% dei casi acuti senza un vaccino preventivo disponibile.
- I quadri clinici delle epatiti virali includono spesso periodi asintomatici prolungati, ittero in una percentuale variabile di pazienti e rischi elevati di sviluppare cirrosi epatica o carcinoma epatocellulare nel lungo termine se non trattata efficacemente.
- La prevenzione dell'epatite B si basa sull'impianto del vaccino a DNA ricombinante secondo schemi specifici in base allo stato sierologico della madre, mentre per l'HCV la strategia preventiva è esclusivamente comportamentale e legata al controllo degli screening ematici dei donatori.
- Gli interventi di profilassi passiva con immunoglobuline specifiche sono efficaci solo nell'esposizione accidentale all'HBV entro poche ore dall'accaduto, non esistendo invece alcun intervento analogo per l'HCV data la sua rapida replicazione e variabilità quasi-specie.
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