Istituzioni di storia contemporanea
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Di cosa parla
- L'azione congiunta della messa in discussione degli assetti della Restaurazione e dell'evoluzione del pauperismo in questione sociale negli anni '30 porta alla riapertura del discorso sui diritti nel 1840, spostando il focus dai diritti civili formali ai diritti sociali sostanziali per riequilibrare le disuguaglianze strutturali.
- Il diritto al lavoro emerge come tema centrale con una doppia natura: da un lato critica l'organizzazione sociale esistente e i limiti della Dichiarazione del 1789, dall'altro propone un nuovo intervento statale per garantire occupazione e superare l'individualismo liberale.
- I moti rivoluzionari del 1848, definiti "Primavera dei popoli", rappresentano una crisi sincronica dell'ordine europeo che vede obiettivi diversi nei vari stati: la Francia richiede riforme sociali e repubblicanesimo, la Germania l'unificazione nazionale e l'Italia la trasformazione delle monarchie in costituzionali.
- In Francia, dopo la caduta di Luigi Filippo e la proclamazione della Repubblica, il governo moderato abolisce gli atelier nazionali nel 1848, scatenando rivolte operaie che evidenziano le tensioni tra liberalismo economico e diritti sociali emergenti.
- La Costituzione francese del 1848 istituzionalizza i principi di libertà, eguaglianza e fraternità basati su famiglia, lavoro e proprietà, riconoscendo la sovranità popolare, abolendo la pena di morte politica e sancendo l'uguaglianza dei diritti tra cittadini.
- Nel contesto italiano del 1848, gli stati preunitari adottano modelli liberali francesi per ottenere costituzioni, come avviene nel Regno delle Due Sicilie con le concessioni di Ferdinando II, anticipando in parte i processi rivoluzionari francesi.
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