Riassunti VERIFICATO

Riassunto del Serianni

Università degli studi di Pisa lettere Curriculum moderno 2020
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Di cosa parla

  • Capitolo 1 – La fonetica:
    • Distingue tra foni (suoni reali del linguaggio) e fonemi (unità minime di suono che cambiano il significato di una parola).
    • Spiega la produzione dei suoni: l'aria dai polmoni attraversa trachea e laringe, incontrando le corde vocali. La loro vibrazione produce suono (fonemi sonori), la loro inerzia produce rumore (fonemi sordi).
    • Introduce la distinzione tra fonemi orali (velo palatino sollevato) e nasali (velo palatino abbassato).
    • Differenzia vocali (suono, cassa di risonanza orale, articolate dalla lingua) e consonanti (rumori, ostacolo al flusso d'aria).
  • Capitolo 1 – Le vocali e le consonanti:
    • Le vocali toniche italiane sono sette (i, e, ɛ, a, ɔ, o, u) raggruppate nel triangolo vocalico; quelle atone sono cinque.
    • Le consonanti sono definite per modo di articolazione (occlusive, fricative, affricate), luogo di articolazione (labiali, dentali, palatali, ecc.) e tratti accessori (sonorità, nasalità).
    • Le semiconsonanti (iod e wau) hanno durata breve, non sono accentate e sono seguite da vocale.
    • Analizza i diversi valori della 'i' in italiano (vocale, semiconsonante, diacritico, grafico) e i fonemi italiani, incluse le consonanti doppie e i diacritici.
  • Capitolo 2 – Il latino volgare:
    • La base dell'italiano è il latino volgare, il latino parlato quotidianamente, distinto dal latino classico.
    • Le variazioni del latino includono diacronica (nel tempo), diastratica (nello spazio) e diafasica (di stile).
    • Le fonti per la ricostruzione del latino volgare includono iscrizioni private, testimonianze di grammatici, scriventi popolari e autori letterari.
    • Fenomeni notevoli: caduta della -M, monottongazione dei dittonghi AU e AE, dileguo della nasale in NS, passaggio da quantità a qualità vocalica.
    • Spiega la differenza tra parole popolari (orali, significato quotidiano) e parole dotte (scritte, significato astratto), spesso dando origine ad allotropi.
    • Innovazioni morfologiche del volgare: collasso delle declinazioni e dei casi, perdita del neutro (traccia in 'le ossa'), riduzione delle coniugazioni verbali e nascita del condizionale.
  • Capitolo 3 – Fenomeni più notevoli:
    • Dittongamento toscano: E o O breve latina tonica in sillaba libera. Distinzione dal dittongamento metafonico. Descrive la regola del dittongo mobile e la sua cronologia.
    • Anafonesi: Innalzamento delle vocali chiuse toniche /e/, /o/ davanti a specifici foni consonantici (es. FAMILIAM > famiglia, VINCO > vinco).
    • Chiusura delle vocali toniche in iato: Vocali /e, ɛ, ɔ, o/ seguite da altra vocale tendono a chiudersi in /i, u/.
    • Trattamento di 'e' protonica: Tende a chiudersi in 'i' (es. DECEMBREM > dicembre), ma può conservarsi per vari motivi.
    • Fenomeni come il trattamento di 'i' postonica non finale, 'ae' ed 'er' postonici e intertonici, labializzazione della vocale protonica.
    • Fenomeni generali: prostesi (accrescimento iniziale), epentesi (accrescimento interno), epitesi (accrescimento finale).
    • Aferesi, sincope, apocope: Perdita di fono/sillaba in posizione iniziale, centrale o finale, rispettivamente. Le condizioni dell'apocope vocalica e la differenza con l'elisione.
    • Raddoppiamento fonosintattico: Assimilazione consonantica, tipica dei dialetti centromeridionali.
    • Spirantizzazione della labiale sonora intervocalica (latina 'b' > 'v'), sonorizzazione consonantica e esiti dei nessi di consonante + iod.
    • Analisi dei nessi R+iod, S+iod e consonante+L.
    • Descrizione dell'ipercorrettismo, dell'evoluzione degli articoli dal latino e dell'uso dei comparativi, superlativi e pronomi/aggettivi dimostrativi.

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