Riassunti VERIFICATO

Epitelio ghiandolare esocrino

Università degli Studi di Roma - La Sapienza infermieristica (abilitante alla professione sanitaria di infermiere) 2020
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Di cosa parla

  • Gli epiteli ghiandolari esocrini sono strutture specializzate nella secrezione, riversando il secreto all'esterno del corpo o in una cavità che comunica con l'esterno. Si distinguono dalle ghiandole endocrine, che riversano ormoni nel torrente circolatorio.
  • Le cellule esocrine possono essere isolate o raggruppate in adenomeri, connessi alla superficie tramite un dotto escretore.
  • Si distinguono tre varietà morfologiche:
    • Cellule esocrine isolate (cellule calciformi): Inserite in un epitelio di rivestimento, rilasciano direttamente il secreto (es. intestino). Producono mucine che formano muco vischioso e protettivo.
    • Superfici secernenti: Composti da cellule secernenti che formano una lamina di rivestimento (es. mucosa gastrica), producendo mucine per uno strato protettivo.
    • Ghiandole esocrine propriamente dette: Unità complesse con parenchima (adenomeri e dotti escretori) e stroma connettivale di supporto (vasi, nervi).
  • La classificazione delle ghiandole esocrine si basa su quattro criteri:
    • A) Morfologia degli adenomeri:
      • Acinose: Forma sferica (es. pancreas, parotide).
      • Tubulari: Canali a fondo cieco, possono essere rettilinei o convoluti (es. gastriche, intestinali, sudoripare).
      • Tubulo-acinose: Varianti tubulari con cellule voluminose per abbondanza di secreto (es. salivari sottomandibolare e sottolinguale).
      • Alveolari: Adenomeri voluminosi con ampio lume centrale (es. ghiandola mammaria in allattamento).
      • Otricolari: Adenomeri allungati con grosso lume centrale e parete irregolare (es. prostata).
    • B) Complessità del sistema del dotto escretore:
      • Semplici: Un solo adenomero, un solo dotto escretore (es. ghiandole salivari minori).
      • Ramificate: Più adenomeri confluenti in un unico dotto (es. ghiandole sebacee).
      • Composte: Dotto escretore ramificato in più ordini, ghiandola divisa in lobi e lobuli (es. ghiandole maggiori).
    • C) Natura chimica del secreto:
      • Sierosa: Soluzione concentrata di proteine (enzimi digestivi, es. pancreas, parotide).
      • Mucosa: Soluzione vischiosa di glicoproteine (muco, es. ghiandole bulbouretrali).
      • Mista: Secreto sia sieroso che mucoso (es. ghiandole salivari maggiori).
      • Lipidica: Predominantemente trigliceridi (es. ghiandole sebacee, che producono sebo).
      • Idroelettrolitica: Acqua e ioni (es. ghiandole gastriche, sudoripare eccrine).
    • D) Modalità di espulsione del secreto:
      • Eccrina (o Merocrina): Il testo distingue eccrina come trasporto attivo/diffusione a livello molecolare (es. ghiandole idroelettrolitiche) e merocrina come esocitosi di granuli (la più comune, es. pancreas, salivari).
      • Apocrina: Gemmazione della parte apicale del citoplasma (es. ghiandola mammaria in allattamento).
      • Olocrina: L'intera cellula si riempie di prodotto, si disgrega e viene espulsa come secreto.
    • Le cellule mioepiteliali, elementi contrattili, associate agli adenomeri e ai dotti, aiutano nell'espulsione del secreto.
    • Il fegato rappresenta un caso a parte: le sue cellule (epatociti) hanno caratteristiche esocrine, producendo la bile (acidi biliari, lipidi, pigmenti) riversata nell'intestino per l'emulsionamento dei grassi, e svolgono altre funzioni vitali come detossificazione, produzione di proteine plasmatiche, accumulo e rilascio di glucosio e liberazione di fattori di crescita.

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