linguistica generale
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Di cosa parla
- La traslitterazione del gotico utilizza convenzioni specifiche per distinguere la quantità vocalica e i valori etimologici dei dittonghi come
e , che possono rappresentare vocali brevi, lunghe o veri dittonghi discendenti a seconda della loro origine storica. - L'evoluzione fonetica delle occlusive indoeuropee segue le leggi di Grimm e Verner, dove la sonorizzazione in /b/, /d/, /g/ dipende dalla posizione dell'accento primario, fenomeno che nel gotico si manifesta con incertezze e livellamenti analogici rispetto ad altre lingue germaniche.
- L'alternanza grammaticale derivante dall'antica posizione variabile dell'accento indoeuropeo è riflessa nell'alternanza tra fricative sordhe e sonore nelle forme verbali, sebbene il gotico tenda spesso a eliminare questa distinzione fonologica mantenuta invece in alto tedesco.
- I mutamenti consonantici finali prevedono la scomparsa delle desinenze vocaliche brevi tranne nei monosillabi, mentre le dentali finali subiscono processi di rafforzamento o sonorizzazione che portano alla forma -s o -z nel gotico.
- Il trattamento delle vocali finali è regolato dalla legge delle tre morae e dall'accento espiratorio, determinando la conservazione delle vocali lunghe circonflesse mentre quelle con intonazione acuta si abbreviano in brevi nelle forme non monosillabiche.
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