Linguistica italiana appunti
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Di cosa parla
- La lingua italiana non è un'entità monolitica ma un insieme di varietà sincroniche distribuite secondo assi diastratici, diafasici, diamesici, diatopici e diacronici che ne definiscono la complessità strutturale.
- Il dibattito sulla fine del latino vede l'affermarsi della teoria di Leonardo Bruni, secondo cui il volgare si è originato da un latino colloquiale già presente nell'epoca classica, superando la visione catastrofista delle invasioni barbariche proposta da Flavio Biondo.
- I primi documenti che testimoniano la nascita del volgare includono l'epigrafe di Scipione, l'Appendix Probi, l'indovinello veronese e soprattutto il Placito Capuano del 960, dove si osservano fenomeni come la caduta delle -t finali e il raddoppiamento fonosintattico.
- Dante Alighieri ne Il De vulgari eloquentia individua un volgare perfetto ideale basato su quattro requisiti (aulico, curiale, cardinale, illustre), analizzando le lingue naturali attraverso i pronomi di affermazione e valutando il siciliano e il bolognese come candidati principali.
- Con Petrarca e Boccaccio si stabilizza un canone linguistico che elimina gallicismi e favorisce una sintassi ipotattica latineggiante, mentre nel Quattrocento l'Umanesimo riscopre le humanae litterae applicando strumenti filologici classici anche allo studio del volgare.
- L'Accademia della Crusca e i successivi dibattiti critici hanno portato a considerare il fiorentino come codice base della lingua italiana, distinguendo tra letteratura dialettale ironica come nell'epistola napoletana di Boccaccio e la riscoperta delle radici classiche.
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