Gioco e infanzia
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Di cosa parla
- Il gioco è visto come strumento educativo fondamentale per lo sviluppo infantile, con componenti adaptive, socializzanti e di esercizio.
- I classici della pedagogia dell'infanzia valorizzano il gioco come mezzo per l'autodidattismo e la crescita creativa del bambino, smentendo visioni negativistiche.
- Nel gioco, si sviluppano capacità cognitive e emotive cruciali, come la concentrazione e l'autoconsapevolezza emotiva. Il gioco è funzionale per coltivare qualità umane evolute e resistere alle pressioni sociali.
- Il gioco può essere utilizzato come dispositivo didattico indiretto, mediazione tra libertà del bambino e determinismo dell'educatore, favorendo l'apprendimento attraverso la curiosità e l'esplorazione.
- Materiai educativi devono avere qualità estetiche, attivare l'attività motoria, controllare l'errore e limitarsi per essere efficaci. I materiali di Anna Freud sono evolutivi con il bambino, mentre quelli di Maria Montessori sono progettati per supportare specifiche fasi del suo sviluppo.
- Il gioco può svolgere un ruolo defocalizzatore nella relazione educativa, permettendo al bambino di accedere all'educatore attraverso l'uso vicariante di materiali, neutralizzando bisogni affettivi e creando una relazione adulto-bambino più sana.
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