archeologia e storia dell'arte romana
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Di cosa parla
- Il tempio di Giove Capitolino rappresenta la più grande testimonianza della presenza etrusca a Roma del VI secolo a.C., caratterizzato da una pianta periptero sine postico con sei colonne sulla fronte e tre celle dedicate alla triade capitolina, ricostruito dopo l'incendio dell'83 a.C. conservando le dimensioni originali di circa 53x62 metri.
- L'area sacra di Largo Argentina costituisce il complesso più significativo di templi medio e tardo-repubblicani, identificato come la porticus Minucia vetus edificata nel 106 a.C., dove i resti dei quattro templi permettono di tracciare l'evoluzione architettonica dell'epoca.
- Il tempio C è il più antico del complesso con un aspetto arcaico e podio alto, mentre il tempio A subì una profonda trasformazione ellenizzante nel I secolo a.C. passando da un impianto tuscanico a un peristilio corinzio di sei per nove colonne.
- La cronologia dei templi dell'area sacra segue un ordine preciso con il tempio D dedicato ai Lari Permarini nel 179 a.C. e il tempio B rotondo identificato come la Fortuna huiusce diei votata da Lutazio Catulo nel 101 a.C.
- L'evoluzione dell'architettura sacra romana documentata in questi edifici mostra una chiara tendenza all'ellenizzazione che si manifesta nella riduzione dell'altezza dei podii e nell'introduzione di nuove sagome decorative e impianti pseudoperipteri.
- Le trasformazioni imperiali dell'area sacra, avvenute nel I secolo d.C. sotto Domiziano e successivamente nel III secolo, portarono alla ripavimentazione in travertino, all'arretramento delle scalinate e infine alla chiusura dei fronti dei templi con muri laterizi.
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