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Sbobinature 1°Modulo (Pizzorusso)

Università degli studi di Firenze Psicologia Clinica E Della Salute E Neuropsicologia 2020
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Riassunto AI · si legge in un minuto

Il corso esplora la psicobiologia della resilienza e della vulnerabilità, definendo la resilienza come la capacità di un individuo di affrontare positivamente eventi traumatici e riorganizzare la propria vita. Vengono analizzati i meccanismi di neuroplasticità, evidenziando come l'esperienza moduli i circuiti cerebrali attraverso cambiamenti sinaptici e fenomeni come il potenziamento a lungo termine (LTP) e la depressione a lungo termine (LTD). Si approfondisce il ruolo dell'ambiente arricchito, della neurogenesi ippocampale adulta e delle interazioni gene-ambiente (GxE), che influenzano la suscettibilità agli eventi stressanti e lo sviluppo di disturbi mentali. Studi su modelli animali e umani rivelano come fattori genetici, epigenetici e ambientali collaborino nel determinare le risposte adattive o maladattive del cervello, fornendo una base per future strategie di intervento.
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  • Definizione di Resilienza: La resilienza, termine derivato dalla metallurgia, è la capacità di un individuo di reagire positivamente agli eventi traumatici e di riorganizzare la propria vita. È l'opposto della fragilità e della vulnerabilità.
  • Neuroplasticità e Vulnerabilità: La persona vulnerabile è caratterizzata da una maggiore plasticità cerebrale, che la rende più adattabile agli stimoli esterni ma anche più suscettibile agli input negativi come traumi o violenze. La resilienza implica una gestione attiva delle risposte agli stimoli, non una passività.
  • Studi Longitudinali: Il Kauai longitudinal study di Werner (1993) ha spostato il focus dalla vulnerabilità ai fattori protettivi, dimostrando che molti individui a rischio non sviluppano patologie, recuperando nel tempo.
  • Meccanismi Biologici della Resilienza: La capacità di resilienza è influenzata da un insieme di fattori ambientali, genetici ed epigenetici che modulano l'espressione genica e la funzione dei circuiti nervosi.
  • Plasticità Sinaptica: Le sinapsi sono il principale sito della plasticità neurale. Fenomeni come il potenziamento a lungo termine (LTP) e la depressione a lungo termine (LTD) modificano l'efficacia delle connessioni, seguendo regole come il Principio di Hebb (neuroni che "fanno fuoco insieme si connettono") e la plasticità dipendente dal timing degli spike. Il calcio è un discriminante chiave.
  • Apprendimento e Memoria: L'esperienza, anche a livello subcorticale come nell'amigdala, può alterare i circuiti neurali, influenzando le risposte emotive e la formazione di memorie (es. paura condizionata). La tecnica dell'optogenetica ha permesso di creare "false memorie" dimostrando il ruolo della plasticità.
  • Epigenetica: I meccanismi epigenetici (es. metilazione del DNA) regolano l'espressione genica senza alterare la sequenza del DNA. Questi fattori possono essere influenzati dall'ambiente e dall'esperienza, modificando come i geni vengono letti e contribuendo alla diversità individuale.
  • Periodi Critici: Esistono finestre temporali durante lo sviluppo (periodi critici) in cui l'esperienza ha un impatto maggiore sui circuiti neurali e sul comportamento (es. sviluppo visivo, linguaggio). La metaplasticità indica che la plasticità stessa è modulata dall'attività precedente.
  • Neurogenesi Adulta: La generazione di nuovi neuroni (neurogenesi) è stata dimostrata nel giro dentato dell'ippocampo nell'adulto (uomo incluso). È associata all'apprendimento di nuove memorie, in particolare quelle spaziali e alla capacità di "pattern separation" (distinguere contesti simili).
  • Ambiente Arricchito (EE): Un ambiente ricco di stimolazioni sociali, cognitive e motorie può accelerare lo sviluppo neuronale, aumentare la plasticità sinaptica e la neurogenesi, e migliorare le prestazioni cognitive, anche negli anziani. L'EE agisce su molteplici fattori molecolari, tra cui IGF1 e BDNF, e può contribuire al recupero da patologie come l'ambliopia.
  • Interazioni Gene-Ambiente (GxE): La suscettibilità a disturbi del comportamento e dell'umore dipende dall'interazione tra fattori genetici (polimorfismi) e ambientali (es. maltrattamento infantile, eventi stressanti, consumo di sostanze). Un genotipo può conferire vulnerabilità o protezione a seconda del contesto ambientale.

Riassunto generato con l'intelligenza artificiale a partire dagli appunti. Come lo facciamo

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Di cosa parla l'insegnamento

PSICOBIOLOGIA DELLA RESILIENZA E DELLA VULNERABILITA' · 1° anno · 6 CFU · PSIC-01/B

L'insegnamento di Psicobiologia della resilienza e della vulnerabilità, pari a 6 CFU e 42 ore di didattica frontale, appartiene all'area di apprendimento della Neuropsicologia, neuroscienze cliniche e riabilitazione. Il corso è dedicato allo studio dei meccanismi psicobiologici alla base della resilienza e della…

Scheda completa nella pagina del corso

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