Sbobinature 2° modulo (Pizzorusso)
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Di cosa parla
- **Condizionamento alla Paura:** È un fenomeno di apprendimento emotivo in cui uno stimolo neutro (CS) viene associato a uno stimolo avversivo (US), generando una risposta di paura. Le memorie di paura sono implicite, robuste e durature.
- **Ruolo dell'Amigdala:** È la struttura centrale per l'elaborazione delle emozioni di paura. Riceve input sensoriali (laterale), li integra (basolaterale) e innesca risposte emotive (centrale). Le informazioni arrivano tramite due vie: una "bassa" e veloce (talamo-amigdala) e una "alta" e più lenta ma dettagliata (corteccia sensoriale-amigdala).
- **Ruolo dell'Ippocampo:** Importante per il condizionamento alla paura contestuale e per fornire informazioni spaziali all'amigdala, distinguendo la paura specifica dal contesto.
- **Estinzione della Paura:** Non è una cancellazione della memoria di paura originale, ma un nuovo apprendimento che inibisce la risposta di paura, rendendola transitoria e dipendente dal contesto e da fattori come l'attenzione e il tono noradrenergico.
- **Riconsolidamento:** Processo in cui una memoria riattivata diventa temporaneamente labile e può essere modificata o aggiornata. Se l'estinzione avviene durante questa finestra di labilità, può portare a una riduzione più duratura della paura.
- **Disregolazione nel PTSD:** Nei soggetti con PTSD si osservano disfunzioni nei circuiti di paura, con un'amigdala iperattiva e una corteccia prefrontale meno efficace nell'inibizione della paura, spesso correlate a eventi traumatici e fattori genetici.
- **Invecchiamento e Cognizione:** L'invecchiamento fisiologico è associato a un declino cognitivo selettivo, con alterazioni nella plasticità sinaptica, neurogenesi ippocampale e volume di alcune strutture cerebrali (es. corteccia prefrontale, ippocampo).
- **Plasticità Compensatoria e Scaffolding:** Il cervello anziano può reclutare circuiti addizionali (es. attivazione bilaterale della corteccia prefrontale) per compensare i deficit e mantenere le prestazioni cognitive, un processo chiamato "scaffolding".
- **Fattori Protettivi e Interventi:** Fattori modificabili come l'attività fisica, la stimolazione cognitiva e una dieta sana possono rallentare il declino cognitivo e ridurre il rischio di Alzheimer. Questi interventi migliorano la neurogenesi ippocampale, la plasticità sinaptica e riducono l'accumulo di peptidi amiloidi.
- **BDNF e Ambiente Arricchito:** Il BDNF è un mediatore chiave della plasticità e dell'estinzione. L'ambiente arricchito, tramite meccanismi che coinvolgono neurogenesi, BDNF e riduzione dell'infiammazione, migliora le prestazioni cognitive e la resilienza agli effetti dell'invecchiamento e della patologia amiloide.
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