Riassunti VERIFICATO

psicologia del lavoro

Università degli Studi di Padova scienze psicologiche sociali e del lavoro 2025
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Di cosa parla

  • Modello della Performance di Sicurezza (Neal & Griffin, 2004):
    • Si articola in antecedenti individuali e organizzativi, determinanti della performance (conoscenze, motivazioni) e performance di sicurezza, con l'obiettivo di prevenire incidenti e infortuni.
  • Performance di Sicurezza:
    • Safety Compliance (performance di ruolo): attività fondamentali per mantenere la sicurezza, come l'adesione a procedure e l'uso di DPI.
    • Safety Participation (performance extra-ruolo): comportamenti volontari che contribuiscono a migliorare l'ambiente di sicurezza.
  • Determinanti della Performance: Conoscenze e Motivazioni:
    • Entrambe sono cruciali per favorire comportamenti sicuri.
  • Antecedenti Individuali (Differenze Individuali):
    • Coscienziosità e self-efficacy possono favorire conoscenza/motivazione alla sicurezza.
    • La tendenza ad assumersi rischi può ridurle.
  • Antecedenti Organizzativi (Clima di Sicurezza):
    • Clima psicologico: percezioni individuali.
    • Clima organizzativo: percezioni condivise dal gruppo.
    • Un clima di sicurezza positivo (percepito o di gruppo) promuove conoscenza e motivazione, basato su teorie come lo scambio sociale e l'aspettativa-valore.
    • Dimensioni del clima di sicurezza: politiche e procedure organizzative (sistemi, impegno management, gestione risorse umane); pratiche e condizioni lavorative locali (supporto superiore, processi interni, gestione confini, rischio, carico di lavoro).
  • Efficacia degli Interventi per la Sicurezza (Dyreborg et al., 2022):
    • Maggiore efficacia per interventi a livello organizzativo/di gruppo (es. tecnici o sul clima di sicurezza) rispetto a quelli individuali.
    • Interventi tecnici altamente efficaci; sul clima di sicurezza moderata; comportamentali meno efficaci.
  • Smart Working:
    • Definizione (L. 81/2017): modalità di esecuzione del lavoro subordinato flessibile, senza vincoli di orario o luogo, con uso di strumenti tecnologici.
    • Diritto alla disconnessione: tempi di riposo e misure tecniche/organizzative per garantire la disconnessione.
    • Aree di ricerca e intervento: autonomia, intensificazione del lavoro, interferenza tra sfera lavorativa e vita privata, rischio di isolamento (sociale e professionale), salute/benessere.
  • Tecnostress:
    • Definizione (Tarafdar et al., 2019): processo in cui le condizioni tecnologiche sono percepite come richieste (techno-stressor) che attivano risposte di coping e conseguenze psicologiche, fisiche e comportamentali.
    • Tecno-distress: stress 'cattivo' legato alla percezione della tecnologia come minaccia.
    • Tecno-eustress: stress 'buono' legato alla percezione della tecnologia come sfida.
    • Creatori del tecnostress (domande lavorative): techno-overload, techno-invasion, techno-complexity, techno-insecurity, techno-uncertainty.
    • Inibitori del tecnostress (risorse lavorative): supporto del superiore, facilitazione dell'alfabetizzazione tecnologica, formazione di supporto tecnico.
    • Zoom fatigue: esaurimento legato all'uso prolungato di strumenti di comunicazione virtuale, con conseguenze di intensificazione del lavoro e strain psico-fisico.

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