STORIA DEL DIRITTO
Di cosa parla
- Il Diritto Romano si fonda sugli "iura populi romani", che includevano senatoconsulti, plebisciti, costituzioni dei principi ed editti, collocandosi nell'antica Roma.
- Il sistema normativo era caratterizzato da una "norma di condotta" stabilita dal legislatore, con i normativisti che equiparavano il diritto alla legge.
- Esisteva una chiara distinzione tra Diritto Pubblico (relativo all'organizzazione e ai poteri di governo) e Diritto Privato (focalizzato sugli interessi dei singoli), struttura che Giustiniano adottò in modo simile.
- La storia del diritto romano è suddivisa in quattro periodi principali: Monarchia (8-509), Repubblica (509-27), Principato (27-235) e Dominato (235-565).
- La formazione della società romana vide la nascita di civitates, l'agglomerazione urbana, il potere del rex e, in epoca repubblicana, l'emergere di magistrati, la divisione tra plebei e patrizi, e la creazione di municipi.
- Gli "iura popoli romani" regolavano l'organizzazione del governo e le relazioni tra i cittadini.
- I "mores" venivano interpretati dai pontefici attraverso "responsi" orali, segreti, non discutibili, motivati e di forma orecolare, con una valutazione analogica ma senza efficacia generale.
- Sono definiti gli "iura gentium" (diritto per stranieri e romani, con focus sui contratti commerciali), gli "iura naturale" (volontà divina, norme innate in animali e uomini) e gli "iura civilis" (interpretati da pontefici e laici, basati sulle 12 Tavole e sui mores, garantendo autenticità e identità al popolo).
- La codificazione di Giustiniano comprende: il Digesto (50 libri di valore legislativo), le Novelle (3 raccolte di leggi), le Istituzioni (4 libri tripartiti in actiones, res, persones) e il Codice (raccolta di leges).
- Gli "iura legitimum" rappresentavano le leggi emanate dalle assemblee popolari, pertinenti al diritto pubblico.
- Il processo di laicizzazione del diritto romano fu avviato da Tiberio Coruncanio con i suoi responsi pubblici.
- Il procedimento legislativo prevedeva una proposta da parte di un magistrato, console o pretore, discussa e votata dal popolo nell'assemblea, con eventuale ratifica del senato in caso di esito positivo.
- Il plebiscito, una legge per parte della cittadinanza, fu equiparato alla legge nel 287 a.C., votato dal Concilio Tributo della Plebe.
- Il Senatoconsulto era una deliberazione senatoria; il Senato, inizialmente composto solo da "patres", si aprì poi ai plebei, cooperando con i magistrati in Repubblica e introducendo innovazioni normative nel Principato.
- Gli Editti erano emanati dai magistrati, mentre la Costituzione dei principi derivava dall'acclamazione popolare di un nuovo re e l'Imperatore deteneva la "lex imperio".